Per terre assai lontane: quando ad emigrare erano gli italiani

di Valeria Noli | Chiose
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Per terre assai lontane, è qui che rivolgevano il loro sguardo, spesso nostalgico, gli italiani della diaspora. La Dante di Boston (Dante Alighieri Society of Massachusetts) ha organizzato uno spettacolo in memoria di quei tempi, non molto remoti. Lo scorso 5 maggio,in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a Boston e alla presenza del Presidente Emerito della Dante Alighieri Society of Massachusetts, Comm. Lino Rullo, è andata così in scena una rievocazione di tempi antichi, ma non troppo, quando erano gli italiani a emigrare.

Il video su Community

Vi proponiamo qui il video mandato in onda il 20 giugno da Community (Rai Italia), che è stato realizzato durante lo spettacolo.

“La grande migrazione italiana negli Stati Uniti ed il sogno americano 1876-1959” è il sottotitolo parlante del progetto: illustra il tema dello spettacolo. La dedica andava a Luisa Marino, già vicepresidente per gli affari culturali del Comitato e appassionata animatrice di eventi e incontri. Lei aveva già curato un altro spettacolo sul tema, per il Teatro Marrucino di Chieti, tre anni fa.

In scena

Il progetto Per Terre Assai Lontane prevede diverse parti. Il Copione e la Regia sono a cura della Dott.ssa Luisa Marino. Direttore artistico: Jonathan Tabacchiera, direttore del progetto: Dott.ssa Annalessandra Di Paolo (Direttore SDA of Massachusetts).

Hanno collaborato alla realizzazione dell’evento del 5 maggio Jonathan Tabacchiera (art director); Emanuele Rosa, sul palco per suonare il piano e cantare (tenore). Accanto a loro, il soprano Olga Lisovska. con Roberta Della Torre e Salvatore Lecce a calcare le scene. Nel gruppo di lavoro, anche Anna Quadri (Presidente SDA of Massachusetts) e Annalessandra Di Paolo. le riprese del video sono state fatte da  Stefano Salimbeni (giornalista di Rai Italia).

In questo racconto, ha dichiarato Tabacchiera «i diversi stati d’animo si intersecano tra di loro: nostalgia, malinconia, allegria, dolore, rabbia, inquietudine, gioia». Sono gli stati d’animo degli italiani emigrati in America per sfuggire alla crisi.

Lo spettacolo, infine, rievoca le figure di tre celebri emigrati italiani. Si tratta di Edoardo Migliaccio (Farfariello), comico, Pascal D’Angelo, scrittore, e il celeberrimo Rodolfo Valentino, che nello spettacolo è rappresentato mentre è intento in ipnotiche sequenze di tango.

Il progetto

La prima parte del progetto teatrale ha lo scopo di fornire una chiave interpretativa del patrimonio culturale umano legato al grande esodo emigratorio che spinse gli italiani a cercare oltre oceano una condizione di vita migliore.

Le foto, i documenti, gli oggetti, le musiche con il loro potere evocativo recuperano la memoria di questa esperienza raccontando le vicende di un
popolo partito in massa ad offrire al mondo giovinezza, lavoro, mestiere e cultura. Il palcoscenico trasforma i contenuti storici in emozioni, suggestioni che forniranno ai giovani di oggi sempre nuove risposte ma anche nuove domande sulle mete degli attuali crescenti flussi migratori, non soltanto negli Stati Uniti ma verso il mondo intero, fino alle nostre spiagge, che si concludono il più delle volte con tragedie umane di sofferenza.

I protagonisti

Nella seconda parte si celebrano tre emigrati italiani attraverso le loro espressioni poetiche ed artistiche. Pascal D’Angelo, nato ad Introdacqua in Abruzzo nel 1894 e morto a Brooklyn nel 1932, era figlio di un pastore abruzzese. Costretto ad emigrare col padre in America nel 1910, lavorò come spaccapietre e fece altre esperienze di lavoro massacranti e animalesche che lo provarono duramente. Con perseveranza titanica e con una fede incrollabile verso la poesia,
Pascal percorrerà fino in fondo il tunnel del suo calvario per trovare uno spiraglio di luce e diventare lo scrittore e il poeta che aveva sempre sognato.
Eduardo Migliaccio – noto Farfariello – nacque a Cava dei Tirreni in Campania nel 1880 e morì a New York nel 1946. Il suo nome d’arte vuol dire demonietto. Conosciuto come il creatore della macchietta italo-americana, specchio della condizione e identità dell’emigrato che riconosce in essa i propri vizi, difetti, desideri e sogni. In chiave
satirica Migliaccio nelle sue macchiette coloniali evoca la realtà economica e sociale, i comportamenti individuali e i problemi sociali degli immigrati italiani nel mondo urbano di New York, con ritratti messi in scena nei teatri di varietà popolari.

Infine il più famoso: Rodolfo Valentino. a Castellaneta in Puglia nel 1895 e morto a New York nel 1926. Arricchì, consolò con la romanzesca leggenda della sua vita, la triste mediocrità quotidiana in cui tanti esseri umani si dibattono. Sulla scena brutta e violenta della vita, Rodolfo appare
come il ritratto vivente dell’amore. Il suo epitaffio si orna con le seguenti parole: danzò e piacque.

La comunità italiana a Boston e nel Nord America

Boston e tutta la zona del Nord-Est degli Stati Uniti, da Chicago a New
York, accolgono milioni di italiani arrivati in questa terra durante le diverse ondate migratorie. In questa parte degli States, l’Italia e’ molto presente, non solo nei quartieri italiani, come North End e Little Italy e nei molteplici centri culturali ma anche attraverso gli odori della sua cucina che esalano in ogni angolo delle citta’ e nel suono della sua lingua che si ode spesso per le strade popolate di gente.

Negli ultimi decenni, il flusso migratorio negli Stati Uniti ha cambiato faccia. Oggi troviamo professionisti che arrivano in America per occupare posizioni di rilievo evitando la lunga gavetta dei nostri predecessori. La Dante Alighieri Society offre a tutti gli italiani di ieri e di oggi, una sede di accoglienza dove l’italiano che arriva in America riempie il proprio senso di nostalgia della terra “lontana” attraverso la possibilità di assaporare la cultura d’origine al di la di ogni barriera sociale ed economica.

Gli eventi culturali come Per Terre assai Lontane contribuiscono a riconnettere anziani e giovani alla storia della propria patria e ai loro antenati, coloro che soffrirono le prime traversate oltreoceano.

Ogni anno, il Comitato di Boston registra numerose iscrizioni ai corsi di
lingua e cultura italiana. Le richieste non arrivano soltanto da parte di coloro che vantano radici italiane ma altresi’ da tanti americani e stranieri che vivono a Boston e dintorni. Si studia l’Italiano per svariati motivi, per conoscere il proprio passato o per capire l’Opera; per turismo oppure per imparare la cultura di questa nazione. Comunque sia, la cultura italiana
oltreoceano e’ conosciuta ed apprezzata nel suo lato migliore e questo rende il dovuto onore al nostro “Bel Paese”.

 

Immagine di Frank Leslie’s illustrated newspaper (pp. 324-325)

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