Zingarelli 2019: le parole nuove sono 1000

di Valeria Noli | Ficcanaso
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Membro titolare della nobile schiera dei vocabolari della lingua italiana, lo Zingarelli 2019 – Vocabolario della lingua italiana (a c. di Mario Cannella e Beata Lazzarini)  è stato recentemente pubblicato, con le sue 145.000 voci e gli oltre 380.000 significati (circa 1000 sono nuovi).

Nicola Zingarelli nacque a Cerignola il 28 agosto 1860, con l’Unità d’Italia. Filologo e linguista, fu reso celebre dall’omonimo vocabolario della lingua italiana. Chi non ha sfogliato, prima o poi, le velate pagine di uno Zingarelli, anche dopo gli anni della scuola?

Le edizioni

Zingarelli iniziò a lavorare alla stesura del suo vocabolario nel novembre del 1912. La pubblicazione sarebbe iniziata solo cinque anni dopo, a fascicoli (editori Bietti e Reggiani, Milano). La seconda edizione, in volume, è del marzo 1922, seguita da altre uscite nel 1925, nel 1928 e nel 1935. Quest’ultima dopo la morte dell’autore.

Nella prefazione della terza edizione si legge che

Mai non è apparsa tanto evidente la mutabilità delle lingue come nel tempo dallo scoppiar della guerra ai giorni presenti. Non meno rivoluzionarî sono stati i progressi dell’aviazione, della radiotelegrafia e dell’automobilismo.

Zingarelli si trovò a correggere, cambiare, aggiornare il suo vocabolario svariate volte, proprio a causa dell’evoluzione della lingua coerentemente con l’evoluzione tecnica e tecnologica. Come si può notare nell’edizione 2019, influiscono nell’arricchimento del patrimonio dei vocaboli di una lingua anche gli scambi interculturali (burkini, osmizza) e naturalmente la tecnologia (chatbox) ma anche termini delle scienze mediche come microchimera, già nel paradigma del linguaggio scientifico anglofono.

Dal 1925 Zingarelli curò anche un’edizione minore del vocabolario, adattata per le scuole di primo grado: un volume più piccolo, nella dimensione e nel numero dei contenuti. Nel 1941 il progetto passò poi a Zanichelli, che dal 1993 pubblica un’edizione annuale del vocabolario della lingua italiana per antonomasia.

Zingarelli dantista

Nicola Zingarelli scrisse anche saggi su Dante e sulla Divina Commedia.  Per esempio Parole e forme della «Divina Commedia» aliene dal dialetto fiorentino (in «Studj di filologia romanza pubblicati da Ernesto Monaci», 1885), Gli sciagurati ed i malvagi nell’Inferno dantesco (in «Giornale dantesco», 1894), Dante (Milano, F. Vallardi, s.d., ma 1903) e La vita di Dante in compendio, con un’analisi della «Divina Commedia» (Milano, F. Vallardi, 1905).  Scrisse anche La vita di Dante in relazione al suo svolgimento intellettuale (Firenze, Sansoni, 1914) e La vita, i tempi e le opere di Dante, in 2 volumi (Milano, F. Vallardi, 1931).

1000 parole per il presente

Tra i nuovi ingressi troviamo 1000 parole, come burkini, chatbox, ciclovia, ma anche climalterante, osmizza e VAR. Ci sono triplete, microchimera, gematria, osmizza e nanofarmaco.  Un po’ per tutti i gusti. Da osmizza (o osmiza) per indicare spazi dove si vendono e consumano vini e prodotti tipici nella zona del Carso a gematria, metodo di studio sulle parole scritte in lingua ebraica. Dal triplete, termine sportivo che indica la conquista di tre trofei consecutivi da parte di una squadra di calcio alla microchimera. Quest’ultima è una cellula con patrimonio genetico differente da quello dell’organismo che la ospita (sono un esempio le cellule fetali che restano nel corpo materno dopo la nascita).

Il vocabolario Zingarelli è disponibile qui anche in versione elettronica e consultabile per periodi brevi o medi, non solo in formato cartaceo.

 

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