Gramsci e Dante a Torino, con il Segretario generale Masi

di Valeria Noli | Chiose
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Lunedì 4 giugno ore 16:30 presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino in Piazza Carlo Alberto n. 3 , a più di ottant’anni dalla morte di Antonio Gramsci la memoria del grande intellettuale, letterato e pensatore sarà rievocata in una conferenza con Alessandro Masi, Aldo Accardo, Ilenia Mele introdotti dal Presidente della Dante di Torino, Giovanni Saccani.

Nell’Editoriale che apre il secondo numero di Apice, il supplemento di Pagine della Dante dedicato alle monografie, Valeria Noli apre con Filosofo, intellettuale economista. Giornalista, filologo e italianista. Non è facile e nemmeno possibile scegliere un solo filo conduttore nel multiforme pensiero di Antonio Gramsci.

Lunedì 4 giugno dalle ore 16.30 all’Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, affronteranno la sfida il Segretario Generale della Società Dante Alighieri Alessandro Masi insieme al prof. Aldo Accardo, storico e filosofo e alla prof.ssa Ilenia Mele, introdotti dal presidente del Comitato Dante torinese Giovanni Saccani.

Alessandro Masi lo farà addentrandosi nella Divina Commedia. Infatti, tra le prove di Gramsci spicca anche un commentario dantesco al X canto dell’Inferno, quello di Farinata e Cavalcante, padre di Guido. Il “tormento del presente” – scrive Masi – che funestava la coscienza di Cavalcante, spinse forse il prigioniero Gramsci a immedesimarsi nella dimensione dell’incertezza e del dubbio, visto che la censura non gli permetteva di interagire liberamente con il mondo esterno. Proprio alla realtà esterna, per lui così fondamentale, non smise mai di rivolgere un profondo impegno civile e intellettuale, una lucida analisi, uno sguardo pragmatico.

Aldo Accardo si immergerà in una riflessione contemporanea. Certamente è legittimo e comprensibile – sottolinea lo studioso – che un pensatore politico, come è stato in gran parte sebbene non interamente Gramsci, venga utilizzato in sede politica. Compito dello studioso è però quello di sottoporre a critica questa utilizzazione e di verificare quando essa sia attendibile e indicare le contraddizioni, le incongruenze quando non addirittura le falsità.

Ilenia Mele, autrice della tesi di dottorato alla Sorbona, “Le ceneri di Pascoli”, introdurrà il pubblico in una valutazione sul rapporto che l’autore dei Quaderni del carcere ha intrattenuto con il grande poeta italiano Giovanni Pascoli, iniziando dal rapporto tra Croce e Gramsci. Ancora oggi – scrive Mele – facciamo fatica ad avere sull’opera del poeta di Barga uno sguardo lungimirante: Pascoli rimane il poeta delle maestrine, per riprendere la oramai nota terminologia di Croce. Ma lo sguardo disinteressato, il für ewig, che Gramsci condivideva con Pascoli è ancora attuale?

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