Study in Italy: l’opinione dei giovani stranieri che studiano in Italia

di Valeria Noli | Ficcanaso
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Study in Italy è il nuovo portale realizzato dal Ministero degli Affari esteri e Cooperazione Internazionale, concepito per gli studenti che intendono seguire un percorso formativo in Italia. Guarda all’internazionalizzazione del nostro sistema formativo e alla gestione del programma di borse di studio del Governo italiano.

Study in Italy“, è questo il nome della piattaforma, è bilingue, in italiano e in inglese. Si articola in sezioni, dedicate al sistema della formazione superiore, a quello universitario, alle procedure di immatricolazione nelle università e a offrire suggerimenti utili di tipo pratico. Grazie al motore di ricerca interno, si può fare una ricerca per trovare, tra gli oltre 5.000 corsi di laurea disponibili tra università ed istituzioni AFAM italiane, quello più adatto.

Perché studiare in Italia?

Perché, spiega il portale, «in Italia si parlano molte lingue», e non sono soltanto quelle della bellezza (architettura, arte, design e moda). In Italia si parla anche la lingua della ricerca e della scienza e, con la prima università moderna fondata a Bologna nel 1088, il nostro Paese ha contribuito alle scienze applicate grazie alla genialità di figure come Leonardo da Vinci e Galileo Galilei, artisti ma anche padri fondatori del metodo scientifico.

Col diffondersi del linguaggio dell’industrializzazione, è stato Guglielmo Marconi a porre le basi della moderna comunicazione senza fili, quella comunemente nota come “wireless”. Sempre in Italia è stato sviluppato il primo computer messo in commercio, il P101 ed è stato un fisico italiano, Federico Faggin, a inventare il primo microprocessore.

Tra i fisici ricordiamo poi le personalità eccezionali di Fabiola Giannotti (che ha lavorato per la recente scoperta del Bosone di Higgs), il neurofisiologo Giacomo Rizzolati (che ha scoperto i neuroni specchio). L’altissimo livello del sistema di istruzione italiano, fondato su solida preparazione teorica, rigoroso metodo scientifico mediato da un approccio creativo, ha consentito un particolare sviluppo del pensiero critico e della flessibilità nella soluzione di problematiche complesse, anche nel campo delle scienze umanistiche. Ricordiamo il metodo Maria Montessori e l’approccio Reggio Children, ambedue riferimenti per la didattica dell’infanzia, applicati e riconosciuti in oltre 20.000 scuole nel mondo.

La rete formativa italiana

Sono 61 le università pubbliche italiane, 30 quelle private e 11 gli enti pubblici di ricerca, con corsi di laurea e istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica che erogano ben 339 corsi impartiti in lingua inglese. In Italia, dunque, si può imparare molto di più di una lingua, vivendo in un ambiente dinamico e accogliente ricco di rinomate espressioni artistiche e culturali.

All’interno del portale si trovano anche dei video in cui studenti stranieri che frequentano i corsi italiani raccontano la loro esperienza. Si possono visualizzare nella pagina “Stories“. Ecco Tudor Ursu, studente rumeno che racconta la sua esperienza nella facoltà di Medicina e Chirurgia a Bologna (clicca qui per vedere il video):

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