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Un omaggio al cantante di “Tutte le mamme”

di Daniela Di Iorio | Ficcanaso
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Son tutte belle le mamme del mondo quando un bambino si stringono al cuor, son le bellezze di un bene profondo fatto di sogni rinunce ed amor. Chi non ha udito questi versi, almeno una volta nella propria vita? Sono le parole della celebre canzone Tutte le mamme, che vinse l’edizione del Festival di San Remo nel 1954.  A  cantarla fu  Giorgio Consolini, per il quale è stata scritta una biografia lo scorso settembre per onorarne la memoria a cinque anni dalla scomparsa, dal titolo “Giorgio Consolini. Il cantante delle seranate”, di Adriano Bacchi Lazzari, per Minerva edizioni.

A voler fortemente questa biografia è stato il figlio Stefano, il quale sta presentando il libro girando l’Italia in lungo e in largo, cantando per l’occasione alcune delle canzoni più celebri dell’artista bolognese. “Lo scopo è quello di ricordarlo – ci riferisce il figlio Stefano – anche perché mia mamma l’ha seguito per una vita, ed essendo molto precisa ha mantenuto tutto il materiale che lo riguarda, per cui dopo una scrematura delle cose più importanti siamo riusciti con l’autore Adriano a farne una biografia completa”. Consolini “è stato definito ‘il cantante nazionale’ perché fin dagli anni della guerra ha accompagnato con le sue canzoni melodiche la vita di milioni di italiani, arrivando al cuore con la sua voce schietta e melodica e vendendo molto a livello discografico”. Nel libro si racconta della sua vita, della sua passione sportiva, della sua famiglia, del matrimonio con l’adorata Lina e dei figli Stefano e Marco. Si ripercorre la vita davanti al microfono, i Festival vinti, le importanti onorificenze ricevute, i suoi innumerevoli successi incisi su centinaia di dischi storici. È ritratto, soprattutto, l’uomo, profondamente legato alle sue origini, alla sua città e ai suoi principi mai disattesi nemmeno negli anni in cui si trovava all’apice della sua lunga e fortunata carriera.

Stefano ci ricorda che suo padre partecipò a quasi tutte le edizioni del Festival di Sanremo degli anni ’50, sino al 1961. Giorgio Consolini è stato, insieme a Claudio Villa, Luciano Tajoli e Achille Togliani, uno dei più grandi cantanti della canzone melodica italiana del dopoguerra. Infatti dopo aver vinto il Festival nel 1954 con Tutte le mamme, una canzone arrivata sino ad oggi e che non tramonterà mai, si guadagnò anche il gradimento tra i primi tre posti in un’altra edizione con Vecchio Scarpone, e arrivò al secondo posto con Usignolo nel ’57. Ebbero tutt’e tre un grande successo. Nel periodo precedente alle partecipazioni al Festival di San Remo, Consolini vinse nel ’50 al Festival di Piedigrotta con Luna Rossa che ancora viene eseguita in tutto il mondo. La sua carriera durò 60 anni ed ebbe anche respiro internazionale, viaggiava molto, fece tante tournèe, negli Stati Uniti, Canada, Sud America e Sud Africa. Ha lavorato molto da solo e spesso in coppia con Nilla Pizzi, poi con lei negli anni’80 formò un gruppo insieme a Carla Boni e Gino Latilla, dal nome “Quelli di San Remo”, che venne presentato per la prima volta su Rai3, e andò avanti sino alla metà degli anni ’90. Ha smesso di cantare attivamente che aveva 87-88 anni, sino a partecipare, quando aveva già una novantina d’anni, a trasmissioni televisive come “I migliori anni”, condotta da Paolo Conti. Non si fece mancare anche qualche partecipazione a diversi film come voce e ad un film come attore. E fu ospite fisso per alcuni mesi in un programma televisivo presentato da Paolo Villaggio, “Un fantastico tragico venerdì”, insieme a Carla Boni, Achille Togliani, Joe Sentieri e Nunzio Filogamo, un programma che era previsto per quattro puntate e che invece ebbe un così grande successo che si protrasse per altri due o tre mesi.

L’artista Consolini nasce da una famiglia con possibilità economiche modeste, da un muratore e un’operaia, ed ebbe la fortuna nel periodo in cui faceva il militare di incontrare delle persone che ne scoprirono il talento e lo convinsero a iniziare la carriera di cantante, così tornato a casa dopo la guerra, a causa delle scarse possibilità economiche, non scelse la carriera lirica, come invece gli veniva suggerito, ma optò subito per le serate restando così cantante di musica leggera. “Poi ha avuto la fortuna di incontrare persone come Teddy Reno che all’epoca aveva una grande casa discografica con la quale ha cominciato a incidere. Fece audizioni presso la Rai, perché allora i cantanti si facevano sentire soltanto attraverso le trasmissioni radiofoniche. Il gradimento del pubblico faceva sì che la carriera potesse essere più o meno importante. All’epoca ci voleva una voce, una intonazione, una dizione, c’erano dei maestri molto importanti come Armando Fragna, Cinico Angelini e Nello Segurini, anche molto esigenti, per cui c’era una certa disciplina, un cantante doveva seguire la sua voce in una maniera molto professionale”, spiega il figlio Stefano. I due figli hanno seguito le orme del padre, che oltreché cantante era anche un talentuoso sportivo, infatti il figlio maggiore Marco è diventato un tennista di buon livello, ha giocato in prima categoria  con Adriano Panatta ed altri nomi di spicco del tennis italiano, mentre Stefano è tenore lirico in carriera da ben trentun anni.

Giorgio Consolini

 

 

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