Libri della settimana: De Pascalis, Cilento, Parisi

di Valerio De Luca | Libri
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Anche questa settimana consigliamo una nostra selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani. Per l’occasione ci siamo ispirati a parole e nomi esteri che… Leggi e scoprirai!

Volgograd08_volgograd

di Luigi De Pascalis
Lepre
192 pagine, 16 euro

Un anziano disilluso e con antiche ferite registra al computer, mese dopo mese, ciò che accade intorno e dentro di lui. Vive in un luogo imprecisato della degradata periferia romana che lui chiama Volgograd, dove è stata inventata la solitudine. Eppure, in questo microcosmo dalle atmosfere a tratti noir, a tratti malinconiche o amare, si incrociano vite e destini accomunati da una affannosa ricerca di senso e di riscatto. Ma sarà proprio a Volgograd, in questo spazio urbano quasi infernale, che il protagonista riuscirà finalmente a fare i conti con il passato, opponendosi per la prima volta alla prepotenza e alla sopraffazione, fino all’imprevedibile e borgesiano epilogo.

Oltre che scrittore e pittore è stato illustratore, grafico, sindacalista, pubblicista. È oggi uno degli autori italiani di narrativa fantastica più apprezzati negli Stati Uniti; in Italia ha vinto i premi Tolkien e Courmayeur, ed è stato finalista del premio Camaiore di Letteratura Gialla. I suoi racconti sono inclusi in moltissime antologie del fantastico italiane e straniere. Prima di Il mantello di porpora, romanzo storico incentrato sulle gesta di Giuliano l’Apostata, De Pascalis ha pubblicato con La Lepre Edizioni il giallo storico Rosso Velabro, i romanzi La pazzia di Dio e Il labirinto dei Sarra, il noir fantascientifico Il Nido della Fenice, la graphic novel Pinocchio. Sempre per La Lepre, l’autore cura la collana “Fantastico Italiano”. Con altre case editrici ha pubblicato i romanzi La dodicesima Sibilla e Il signore delle furie danzanti (Hobby & Work Publishing, 2009), e La morte si muove nel buio (Mondadori, 2013). Ha inoltre al suo attivo numerosi saggi storici, insegna scrittura creativa ed è fondatore, assieme ad altri sette autori romani di mistery, del gruppo “Delitto Capitale”. Nel 2016 il romanzo Notturno bizantino ha vinto il premio Acqui per il miglior romanzo storico dell’anno.

 

Morfisa (o l’acqua che dorme)08_morfisa

di Antonella Cilento
Mondadori
20 euro, 408 pagine

Teofanès Arghìli, pavido e velleitario poeta bizantino, che in mancanza di storie proprie si ostina a ricopiare quelle degli scrittori classici che più ammira, è stato inviato, suo malgrado, nella Napoli pagana e pericolosa dell’anno Mille dalle Imperatrici di Bisanzio per una delicata missione diplomatica: condurre in sposa la figlia del Duca napoletano a Costantinopoli.

Al suo approdo Teofanès – smanioso di tornare a casa, diventare famoso come ha sempre sognato e riabbracciare l’uomo che ama, Michele Psello – viene accolto da una macabra sorpresa: la testa della giovane duchessa è stata ritrovata nelle reti di un pescatore.

Chi l’ha uccisa? E perché?

Come Teofanès scoprirà, i partiti a Napoli sono più d’uno: c’è chi giura fedeltà all’Impero e chi trama in segreto, ci sono i Normanni, barbari e ambiziosi, gli invidiosi Salernitani, i potenti e rozzi Longobardi, i Mori, che dalle coste siciliane risalgono il Tirreno. E ci sono anche contrapposti partiti di donne, chi fedele a san Gennaro, chi a Virgilio Mago.

Eppure, della morte della giovane duchessa il popolo incolpa una misteriosa balena che di notte naviga al largo di Napoli. Sarà vero che la balena nasconde una bambina magica, capace di mutare forma?

È qui che entra in scena Morfisa, protettrice di Napoli e della creatività celata nel cuore degli umani: è a lei, e a un misterioso Uovo capace di salvare Napoli e insieme di suggerire storie, che Teofanès cercherà di rubare il segreto per diventare un grande poeta. L’avidità e l’ossessione precipiteranno Teofanès in un vorticoso viaggio attraverso i secoli e i continenti, fino alla Napoli contemporanea sull’onda di una incombente apocalissi.

Antonella Cilento (Napoli, 1970) scrive e insegna scrittura creativa. Da dieci anni ha ideato e coordina la rassegna di letteratura internazionale Strane Coppie. Ha pubblicato oltre tredici libri, fra romanzi, reportage narrativi e raccolte di racconti, premiati e tradotti in molti paesi, fra cui Il cielo capovolto, Una lunga notte, Neronapoletano, L’amore, quello vero, Isole senza mare, Asino chi legge, Napoli sul mare luccica, Bestiario napoletano, La madonna dei mandarini, e con Lisario o il piacere infinito delle donne (Mondadori, 2014) è stata finalista al premio Strega e ha vinto il premio Boccaccio. Collabora con “Grazia” e con “Il Mattino” di Napoli. Ha scritto racconti radiofonici per Rai RadioTre e numerosi testi per il teatro.

08_parisi

Attori e no

Guido Parisi
Il Rio
15 euro, 150 pagine

Il nuovo libro di Guido Parisi, insegnante di lingua italiana e per più di un decennio presidente del Comitato Dante Alighieri di Katowice, dal titolo Attori e no, che raccoglie Rappresentazioni teatrali per fini didattici, si propone come mezzo formativo per veicolare concetti e contenuti profondi, aiutando sia il docente che l’apprendente a sentire più vicino il contesto letterario proposto. Guido Parisi propone un itinerario nella letteratura italiana, spaziando da autori classici come Dante, Boccaccio e Foscolo, a quelli moderni, tra futurismo e Fabrizio De Andrè con la sua magica Marinella. L’autore, memore della sua esperienza di docente in svariati paesi del mondo, ha colto i frutti della sua sperimentazione teatrale nell’apprendimento di una lingua e dei valori di un testo letterario. La sua opera Attori e no, si pone lo scopo della reinterpretazione del passato attraverso una messinscena di arte drammatica che ne permetta la trasposizione nel presente, lavoro che induce i partecipanti ad un approfondimento sul senso della vita e sul rapporto di quest’ultima con il teatro. Si può infatti scoprire il carattere serio di un’opera senza ometterne l’aspetto spirituale e quello dell’amore.
In virtù di queste profonde motivazioni La Società Dante Alighieri Comitato di Cracovia è lieta di aver offerto il suo patrocinio all’opera.
(di Luca Palmarini , Docente di italianistica, Università Jagellonica di Cracovia, Presidente della Dante Alighieri Cracovia)

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