Un salto al museo, senza uscire di casa

di Andrea Ciarlariello | Chiose, madeinItaly
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Ubique (in latino “in ogni luogo”) è un progetto per l’accessibilità ai beni architettonici e museali. Gli ideatori sono due giovani studenti universitari, Mattia e Matteo: il primo, laureando in studi storici all’Università di Bologna, da poco rientrato da un periodo di tirocinio a Norimberga presso il Comitato della Dante, ha avuto l’idea; il secondo, studente di ingegneria gestionale a Roma, ha pensato all’infrastruttura.

Il programma è in corso di sviluppo e Mattia e Matteo cercano potenziali partner con cui collaborare, a partire dai musei delle città in cui vivono. L’idea è semplice ma da un certo punto di vista rivoluzionaria: garantire l’accesso ai siti museali o archeologici a tutti quelli che non possono fare una visita di persona per ridotta mobilità, sia essa dovuta a ragioni economiche, di distanza o di salute; quest’ultimo aspetto ha portato l’Associazione Luca Coscioni, da anni in campo per la tutela dei diritti delle persone disabili, a patrocinare il progetto.

Quando il museo avrà aderito al circuito e implementato l’uso della piattaforma all’interno delle proprie sale espositive, gli utenti Ubique Museopotranno prenotare delle visite virtuali guidate in cui l’accompagnatore sarà regista e voce narrante del percorso di visita. L’evoluzione rispetto a una “semplice” visita virtuale con fotografie a 360 gradi, offerta per un numero crescente di strutture da Google maps, è la possibilità di interagire in diretta con la guida e con gli altri visitatori, in modo da arricchire e personalizzare l’esperienza di ciascuno. Un’esperienza che potrebbe essere maggiormente “immersiva” disponendo di un visore per la realtà virtuale ed accedendo a schede di approfondimento predisposte dalla guida per indagare singoli aspetti di maggiore interesse – una cosa che alcune piattaforme di contenuti on-demand stanno già implementando.

Saranno in questo modo “accessibili” musei molto distanti dal luogo in cui si vive – ragione per la quale la Società Dante Alighieri vi ha ravvisato uno strumento di promozione del patrimonio culturale italiano all’estero e ha concesso il patrocinio morale all’iniziativa – e un numero crescente di persone avrà modo di conoscere le bellezze e le ricchezze che l’Italia ha da offrire, magari in attesa di una visita reale; saranno altresì percorribili itinerari tematici in giro per l’Italia, ricostruendo specifici filoni storici o artistici.

La piattaforma sembra altrettanto interessante se intesa a fini didattici, integrando le visite nelle programmazioni dei corsi di studio – di lingua italiana, ma anche di materie quali la storia dell’arte o l’architettura – in tutto il mondo.

I direttori del Polo museale di Polo museale di Bologna e del polo museale dell’Ateneo di Bologna, interpellati per un parere sulla “fattibilità”, hanno espresso opinioni favorevoli al progetto, rimarcando però la necessità di lavorare bene su due aspetti: la capacità di narrazione della guida, che dovrebbe essere in grado di intrattenere le persone cercando di sopperire ai limiti di una visita virtuale, e la sostenibilità economica, in un equilibrio tra costo del biglietto e costi di gestione a carico del museo, il quale sarebbe in grado di “mettere a profitto” anche giorni o orari di chiusura del museo, in cui la guida possa muoversi più liberamente e garantire la miglior esperienza al visitatore virtuale.

Ubique è un progetto di Mattia Spadoni e Matteo Cervini; logo di Federica Zanasi

Foto in copertina di Giacinto Lo Meo

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