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Un Foscolo inedito e forsennato

di Daniela Di Iorio | Ficcanaso
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Il romanzo dedicato alla vita turbolenta del poeta italiano Ugo Foscolo, dal titolo Forsennatamente Mr. Foscolo, di Luigi Guarnieri, uscito giovedì 15 marzo con l’editore La nave di Teseo, è stato presentato, in occasione della Festa del libro e della lettura “Libri Come”, dal “circolo Giordano Bruno” nella biblioteca che ha preso il suo nome. Si tratta del ritratto inedito, sorprendente e narrativo di un poeta che nessuno mai aveva raccontato così. Un membro del circolo Giordano Bruno, l’insegnante Maria Vittoria Martini, conosce bene l’autore: “Luigi è uno scrittore, un drammaturgo che ha scritto molti testi teatrali, radiofonici e cinematografici, ma soprattutto molti romanzi su personaggi famosi, tra cui “Il sosia si Hitler” e “La doppia vita di Vermeer”. A lui piace interpretare la storia perché è il racconto del personaggio, sa leggere dentro i meandri della vita, sa indagare la storia”.

Questo romanzo permette di rivivere il risorgimento italiano, è infatti un luogo dove la storia e la letteratura si ricongiungono: Mazzini infatti si era preso l’incarico di fare il biografo di Foscolo, e lo si scopre in questo romanzo. Che poi tanto romanzo non è, come spiega lo stesso autore: “E’ più un libro di narrativa di genere anglosassone, in quanto in realtà di romanzato c’è solo il modo in cui è scritto, non i fatti che invece sono attinenti alla realtà”.  Riguardo alle ragioni della nascita del libro, l’autore racconta di essersi trovato a Londra, in un quartiere periferico, a visitare il cimitero di Chiwsick dove si trova la la tomba di Ugo Foscolo, il quale è stato in esilio in Inghilterra per 11 anni. “Ho cercato di scoprire un Foscolo nuovo, inedito, l’avevo mummificato a una cariatide che non gli somiglia molto. E’ stato invece nella vita un personaggio  incandescente, brillante, le sue storie con le donne sono drammatiche e divertenti, e ritenevo che questo periodo di esilio andasse raccontato.  Era un poeta che teneva molto al suo onore, infatti ha evitato di accondiscendere ai regnanti di turno, Napoleone e gli austriaci,  e a causa di ciò è dovuto andare in esilio in Svizzera e poi in Inghilterra. Inoltre, viveva sempre in un regime di quasi povertà, finendo in galera per debiti, un paio di volte, anche perché non sapeva gestire il poco che possedeva. Quando una figlia illegittima in Inghilterra gli si è presentata con una notevole eredità della nonna, lui la sperperò subito. Come se non bastasse scriveva in francese perché non conosceva l’inglese e questo gli creò non pochi problemi con gli editori, dunque l’ignoranza della lingua contribuì a esporlo a una situazione molto precaria. Nel confronto con la modernità, anche Foscolo era un migrante, per certi aspetti appartiene alla fascia intellettuale dei migranti. Esiste anche un Foscolo politico: era un patriota perché difendeva la sua patria, ha fatto molta politica, è stato napoleonico poi antinapoleonico, poi patriottico, ha difeso Milano contro l’Austria. Non si è mai piegato ai potenti  Sempre stato bastian contrario.  Lui si definiva “avverso al mondo” e poi ha dovuto pagare per tutto questo”.

Nato da famiglia povera, Foscolo soffriva del fatto di non poter mandare i soldi a casa, alla mamma e alla sorella rimaste sole, in quanto aveva il minimo indispensabile per sé. La  cattedra di insegnamento di letteratura a Pavia gli durò un solo giorno a causa di un suo discorso di politica unitaria “Oh italiani io vi invito alle storie”, disse nelle sua prima lezione. Era un uomo contraddittorio e interessante perché aveva tantissime facce. Silvio Pellico è stato il suo migliore amico.  Aveva una grande amicizia con Vincenzo Monti, della cui moglie però poi si innamorò. Questo lo fece entrare in polemica con Monti il quale aveva tradotto l’Iliade e del quale Foscolo aveva scritto che non conosceva il greco quanto lui. Infatti Mr. Foscolo faceva scalpore nei salotti londinesi importanti perché parlava molto bene il greco e il latino, si impose perché era un eccellente oratore, ma anche affascinante, non passava inosservato, comprava vestiti alla moda ed era pittoresco e vulcanico. Nonostante ciò, non sapeva gestirsi, aveva dissipato tutto, non si gestiva neanche la salute, morì infatti a 49 anni. Era esasperato anche psicologicamente, passava da momenti di euforia a crisi psicologiche, all’umor nero, da cui l’aggettivo “forsennatamente” che è anche il titolo di un capitolo. Il romanzo è diviso in capitoli con gli anni, gli ultimi due (1827 e 1871) sono dedicati rispettivamente alla morte di Foscolo e alla restituzione delle spoglie del poeta in Santa Croce a Firenze, dove Mazzini lasciò dei fiori.

Una biografia informale sarebbe piaciuta a Foscolo? Chiede un membro del circolo Giordano Bruno. L’autore risponde che “forse no perché il poeta parlava male di tutti gli scrittori intorno a lui, si riteneva superiore, si riteneva uno dei più grandi poeti del suo tempo. Pecchio, anche lui emigrato in Inghilterra, è stato il primo biografo di Foscolo, ma poiché ne aveva fatto un ritratto caricaturale suscitò le ire di Quirina, l’unica donna che forse Foscolo non ha amato forsennatamente ma la più presente nella sua vita, quasi una sua vestale. Quirina allora cercò Mazzini per chiedergli di scrivere un’altra biografia”.

 

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