La storia delle donne spiegata ai bambini

di Daniela Di Iorio | Ficcanaso
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Nel giorno della festa delle donne, ha debuttato a Roma la prima fiera dell’editoria tutta al femminile.

Tra i tanti libri presentati il primo giorno, in un programma fitto che durerà tre giorni, uno nasce per essere destinato alle scuole elementari e medie: Nina e i diritti delle donne (https://www.sinnos.org/tag/nina-e-i-diritti-delle-donne/), dove Nina è una bambina che parla per tutto il tempo con la mamma, la quale le racconta la storia delle donne dagli albori ai giorni nostri. Il libro è molto piacevole da sfogliare perché ogni pagina contiene disegni colorati per bambini di Rachele Lo Piano, corredati da brevi testi che descrivono le varie fasi e le varie epoche che hanno visto cambiare la condizione di vita delle donne nel nostro Paese. Per la casa editrice per ragazzi Sinnos, l’autrice Cecilia D’Elia è alla seconda edizione di un libro che ha riscosso grande successo.

A testimoniarlo sono state anche alcune maestre di scuole elementari e medie che, intervenute durante il dibattito, hanno voluto riportare il dato di forte interesse e coinvolgimento da parte dei loro scolari per il libro che viene letto in classe, insieme al fatto che appassiona in egual misura i bambini e le bambine. La loro testimonianza ha anche voluto dire che si può e si deve iniziare da piccini a conoscere la storia del genere femminile perché, come ha sottolineato l’autrice Cecilia D’Elia, “c’è un problema di realtà in questo Paese. Quando a scuola vi fanno studiare la storia omettendo le donne non vi stanno raccontando la realtà perché in essa ci sono anche loro, insieme agli uomini”.

Durante la presentazione sono state prese in esame molte questioni riguardanti i diritti delle donne, tra cui il fatto che alcuni di essi siano di recente acquisizione. E’ stato poi citato il caso eclatante della violenza sessuale che è diventato reato contro la persona soltanto nel ‘96, mentre prima di quella data era considerato, per la legge, reato contro la moralità pubblica e il buon costume. Un altro aspetto preso in esame è stato quello politico-culturale perché “è vero – ha fatto notare l’autrice –che alcune donne stanno diventando protagoniste in politica – ma al contempo c’è ancora della misoginia nelle classi dirigenti”. Sono stati anche citati alcuni fatti recenti di cronaca che hanno visto vittime le donne, per sottolineare che c’è un problema di sottovalutazione  di richiesta d’aiuto da parte di queste. “C’è un problema di autorevolezza della parola femminile. Questo però non stupisce se pensiamo che la donna sino a non troppi anni fa non era considerata ancora una cittadina e non godeva perciò di tali diritti”.

Tra gli aspetti positivi, invece, la D’Elia ha fatto notare che “è riesploso il femminismo, un fenomeno che ora incuriosisce. Per anni non si poteva più parlare del femminismo, perché lo si considerava il contrario del maschilismo, ora invece si può di nuovo definire una scelta di libertà delle donne. Sono nati infatti  molti movimenti per le donne. E di recente i media hanno dato molto spazio a quel fenomeno che denuncia il problema di molestie, dal nome Me Too, ponendo i riflettori su quello che le donne hanno subìto e ancora subiscono, sensibilizzando così l’opinione pubblica”.

Quello che è risultato chiaro ai presenti è che il modo più efficace per migliorare la condizione delle donne è appunto quella di farle entrare nella storia sin dalle scuola primaria, perché in questo modo  i bambini  vivono in maniera naturale una realtà che esiste, comprendendola meglio.

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