Donna m’apparve nelle dolci rime d’amor. Intervista

di Valeria Noli | Chiose
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L’8 marzo si celebrerà la giornata della donna, il comitato Dante di Torino ha organizzato un’iniziativa presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, che si svolge oggi, 6 marzo, alle 17 (qui le informazioni) in Piazza Carlo Alberto n. 3. Martina Michelangeli, autrice del libro Donna m’apparve… nelle dolci rime d’amor,
commenterà il canto XXX del Purgatorio. L’evento, aperto dal presidente della Dante torinese Giovanni Saccani, avrà due parti: nella prima l’autrice, con la partecipazione degli attori Camillo Marcello Ciorciaro nel ruolo di Dante e Daniela Sistopaolo nel ruolo di Beatrice, proporrà un excursus sulla figura di Beatrice partendo dalla lettura di poesie scelte della Vita Nuova di Dante. Accompagnerà al pianoforte il maestro Francesco Paniccia. La seconda parte sarà dedicata all’esegesi del canto XXX del Purgatorio: l’incontro fra Dante e Beatrice nel Paradiso Terrestre.

Intervista (a cura di Loretta Del Ponte)

Loretta Del Ponte, Segretario organizzativo e Responsabile comunicazione e stampa del Comitato, ha intervistato la giovane autrice che, dopo la Laurea in Lettere Moderne presso l’Università di Roma “Tor Vergata” e la Laurea Magistrale in Scienze del Testo presso “La Sapienza” nel 2011, ha concentrato l’attenzione nel campo critico-filologico, in particolare sugli studi danteschi.

Dante è una figura che affascina e coinvolge ancora molto i giovani. Raccontaci perché.

Perché Dante è attuale. Io ho scoperto Dante ai tempi del liceo, grazie al mio professore di Italiano e Latino (che io denomino “il mio Virgilio”). In quegli anni e poi successivamente all’università ho capito che i versi di Dante parlano degli uomini, di tutti noi, dei sentimenti che ogni persona vive nella propria vita: dall’amore giovanile, alla dedizione per gli studi, all’interesse per la vita politica della propria città… Sono fasi che ognuno attraversa nella propria vita e Dante riuscì a descrivere tutto questo in poesia, nella forma più alta dell’arte e in un modo così moderno che ancora oggi, a quasi 700 anni dalla sua morte, affascina tante persone, studiose e non.

La Società Dante Alighieri – fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosue Carducci con lo scopo di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana – ha saputo rinnovarsi di generazione in generazione. Qual è l’impressione di una giovane filologa su questo successo?

Direi la dedizione che la SDA dedica nel stare sempre a passo con i tempi, culturalmente e linguisticamente, in questa società moderna in continuo cambiamento. La chiave del successo di questa importante istituzione credo sia il fare sempre riferimento alla storia della nostra meravigliosa cultura e della nostra bella lingua: un tesoro che spesso noi italiani dimentichiamo di avere e che tutto il mondo ci invidia. Manifestazioni di livello internazionale come quelle della Società Dante Alighieri rendono l’Italia un paese grande, e noi italiani dovremmo essere orgogliosi di essere rappresentati come nazione da questa Istituzione.

In “Donna m’apparve… nelle dolci rime d’amor”. Esegesi e lettura del canto XXX del Purgatorio, presenti la donna dantesca, ispiratrice di bellezza e di poesia, come una figura attuale. Come può Beatrice ispirare una ragazza di oggi?

Beatrice è l’Amore. Quale ragazza non sogna sin da fanciulla di trovare quell’Amore tanto decantato dai poeti. Beatrice però non è solo una bella donna amata da un grande poeta; proprio Dante ci dice che Beatrice è AMORE: quell’Amore che rende felici. L’Amore non è solo quel sentimento rivolto a una donna (o a un uomo); ma l’Amore si può trovare anche nella letteratura, o nella musica o nel teatro: perché l’Amore è una passione dell’animo umano. Beatrice proprio in quanto amore salverà Dante, e io credo che ognuno di noi abbia bisogno della “sua Beatrice” nella vita! Cioè di quella fiamma viva che ci permette di andare avanti e rimanere vivi, non solo fisicamente, ma nell’anima.

Con questo incontro culturale vuoi mandare un messaggio sociale contro la violenza, fisica e psicologica, sulle donne…

Questo evento è stato scritto pensando a quelle donne uccise dai compagni, dai mariti e dai fidanzati, le cui notizie della loro morte purtroppo sono all’ordine del giorno. Quando ascoltai in particolare la notizia di Noemi, una ragazza di 16 anni uccisa dal fidanzatino di 17 anni, nella mia mente è passato un pensiero: “Perché un uomo che dice di amare la propria donna dovrebbe ucciderla?”. Con questo evento io voglio portare un mio contributo su questo argomento, ma senza discorsi politici o usando parole dette e ridette… Ma attraverso la poesia, perché la letteratura è un mezzo così potente da smuovere qualcosa dentro alle persone e Dante in questo è sublime, perché arriva al cuore dei lettori! E credo che sia quello che si dovrebbe fare in questi casi: parlare veramente alle persone, ai lor cuori, per dare quel barlume di speranza che nella vita si può uscire dalla “selva oscura”.

Un evento che unisce poesia, letteratura, teatro e musica. Perché queste scelte espressive?

Perché sono le mie espressioni preferite di quella grande magnificenza che è l’Arte e Dante con i suoi versi riesce a racchiuderli tutti insieme nella sua Opera. Proprio con questa mia missione di portare Dante a tutti ho conosciuto dei grandi artisti, dei veri professionisti che AMANO ciò che fanno. Ho voluto per questo evento Camillo Marcello Ciorciaro, Daniela Sistopaolo e il Maestro Francesco Paniccia perché per me sono un esempio di professionalità, passione e vera dedizione all’arte. Io la prima volta che ho visto ognuno di loro sul palco ho ricevuto in DONO delle emozioni indescrivibili e questo credo sia lo scopo dell’arte: donare una bella emozione, da far smuovere qualcosa nel cuore.

Il Comitato Dante di Torino è stato il primo a presentare questo tuo lavoro. Cosa ne pensi? Porterai lo spettacolo in altri Comitati?

Per me è un vero onore poter portare un mio evento dantesco per l’istituzione più importante del nostro Paese e Torino non è solo l’emblema dell’eleganza e della cultura, ma anche della storia della nostra bella Italia e amando la storia del mio paese sono davvero felice di poter esporre di questa mia passione presso il Comitato Dante di Torino.

Sì, mi piacerebbe portare il mio lavoro presso altri comitati, tra cui ovviamente la Sede Centrale a Roma.

Dopo la laurea hai scelto di passare un periodo all’estero. Dove e perché?

Sono stata a Londra, per quasi tre anni. Dopo la laurea, con l’intenzione di imparare l’inglese, indispensabile ai nostri giorni per comunicare a livello internazionale, mi sono trasferita a Londra. Un’esperienza che consiglio a tutti i giovani: è importante capire cosa c’è al di fuori per allargare i propri orizzonti e Londra può dare davvero molte opportunità. Però non bisogna mai dimenticare le proprie radici.

Da quanto sei tornata? Pensi di fermarti in Italia?

Sono tornata a giugno dello scorso anno, 2017. In pochi mesi la mia vita è cambiata completamente ed essere tornata per la mia passione per Dante è importante: non dico che sia facile, ma quando dopo un evento le persone mi dicono “Grazie! Mi è tornato il desiderio di riaprire la “Divina Commedia”, vuol dire che la scelta di tornare e di fermarmi in Italia è stata la migliore.

Sei molto giovane ma hai diverse pubblicazioni in attivo. Hai qualcosa di nuovo nel cassetto?

C’è un nuovo progetto: sto lavorando su un nuovo libro, proprio sulla figura di Beatrice. Sono ancora nella fase della ricerca bibliografica adesso: i miei eventi danteschi mi tengono molto occupata, ma lo spazio di tempo per scrivere si trova sempre. Credo sarà un romanzo, la cui storia sarà narrata partendo proprio da quel grande amore che porterò con emozione e gratitudine martedì sul palco dell’Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria, per il Comitato Dante di Torino.

Immagine: Beatrice incontra Dante a una festa di matrimonio, di Dante G. Rossetti [WikimediaCommons]

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