I libri della settimana: La Porta, Mattioli, Freddi

di Valerio De Luca | Libri
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Anche questa settimana consigliamo una nostra selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani. Buona lettura!

Il bene e gli altri. Dante e un’etica per il nuovo millennioSchermata 2018 03 02 alle 16.22.14
Filippo La Porta
Bompiani
10,20 euro, 256 pagine

Come educare oggi un giovane, immerso in una cultura che ignora l’umanesimo e i tradizionali veicoli del sapere? In che modo riformulare i dilemmi dell’etica dopo che gli dei hanno abbandonato i nostri cieli? L”’inattuale” Dante – uomo del Medioevo e abitante di un universo ancora stabile – può darci indicazioni preziose attraverso l’ausilio involontario di Simone Weil. La filosofa francese ha scritto: ”E’ bene ciò che dà maggiore realtà agli esseri e alle cose, male ciò che gliela toglie”. Alla luce di questa intuizione La Porta individua l’idea morale all’origine della ”Commedia”, dove i sette peccati capitali tolgono tutti realtà al prossimo. Così Dante può aiutarci a ridefinire un’etica che non consiste in imperativi categorici ma che ci permette di far esistere il mondo, nella sua inviolabile, corposa, mutevole alterità. E che ci chiede di ”ascoltare” gli altri proprio al fine di farli esistere, e di far esistere così anche noi.

Filippo La Porta, critico letterario e saggista, collabora a quotidiani e riviste tra cui il “Domenicale” del 2Sole 24 ore” e “Il Messaggero”. Tra i suoi libri ricordiamo “La nuova narrativa italiana” (1995), “Maestri irregolari. Una lezione per il nostro presente” (2007), “Pasolini2 (2012). Per Bombiani ha pubblicato “Indaffarati” (2016).

Meno grigi più verdi. Come un genio ha spiegato l’Italia agli italianiSchermata 2018 03 02 alle 16.22.00
di Alberto Mattioli
Garzanti
16 euro, 156 pagine

Giuseppe Verdi è il più celebre e popolare tra gli operisti: i suoi melodrammi continuano a essere rappresentati nei teatri di tutto il mondo. Ma Verdi è stato anche qualcosa di più: insieme a pochi altri grandi compatrioti (Machiavelli, Leopardi, Fellini) ha saputo descrivere gli italiani non per come credono di essere, ma per come sono veramente. Le opere del genio di Busseto sono i modelli dei nostri (tanti) vizi e delle nostre (poche) virtù: la prima scena del Rigoletto sembra svolgersi durante una delle cene eleganti di Arcore; il protagonista di Un ballo in maschera è l’archetipo del bamboccione di provincia, già pronto per comparire nei Vitelloni; Radamès è il ragazzo di buona famiglia che si innamora della colf immigrata Aida invece che di un mezzosoprano socialmente compatibile. E nei suoi capolavori tutti, fra una cavatina e un duetto, ritroviamo atmosfere, situazioni e istituzioni che sono, nel bene e nel male, tipicamente italiane: la famiglia, il rapporto con le donne e con la Chiesa, la noia della provincia, il ruolo degli intellettuali, il peso del denaro.

Alberto Mattioli (Modena 1969) è giornalista del quotidiano «La Stampa». Esperto d’opera, tiene una rubrica su «Classic Voice» e ha collaborato con molti teatri e riviste italiani e internazionali. Ha scritto due libri, “Big Luciano. Pavarotti, la vera storia” e “Anche stasera. Come l’opera ti cambia la vita”, e due libretti d’opera, “La paura” e “La rivale”.

Q502. 300 anni dopo il Grande EsodoSchermata 2018 03 02 alle 16.22.28
di Sylvie Freddi
Stampa Alternativa
13 euro, 197 pagine

La fantascienza incontra la critica sociale in un romanzo ambientato in un futuro post apocalittico su Marte. La Terra è disabitata, l’esistenza dell’uomo è cambiata radicalmente ma le divisioni e i pregiudizi sono ancora presenti. In un mondo in cui non si è trovata una conciliazione con la diversità, si muove il protagonista Dylan, alla ricerca di una ragazza che potrebbe cambiare lo stato delle cose. Sylvie Freddi, già autrice di due racconti per l’esperimento narrativo Tifiamo Scaramouche del collettivo Wu Ming, narra la storia di Q502 con una prosa lucida e ricca di spunti scientifici. Il romanzo presenta una realtà distopica in cui la privazione della libertà è stata accettata, forse il peggior incubo dell’uomo contemporaneo, in cui esseri con il ruolo di lettori mentali possono entrare nella coscienza di ognuno e spiarne i ricordi e gli intenti. Un mondo che mai dovrebbe esistere, raccontato attraverso il punto di vista di chi crede ancora che si può lottare per la libertà, per la memoria e per l’uguaglianza.

Sylvie Freddi, romana d’origine e torinese d’adozione, ha pubblicato il suo primo lavoro “Caffè Paszkwosky” nel 2016 per Stampa Alternativa, una intensa raccolta di venti racconti noir.

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