Paradiso, V canto: commento e lettura a Bergamo

Pezzi d'Italia

Data evento

07 Marzo 2018 / Orario:

Comitato

Bergamo (Italia)

Indirizzo

Viale Papa Giovanni XXIII, 13, Bergamo, BG, Italia

Paradiso, V canto: commento e lettura a Bergamo
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Nell’ambito del ciclo “Commento e lettura del Paradiso” presso il comitato di Bergamo si svolgerà un incontro sul V canto. Il commento sarà a cura di Valeria Russo, le letture di Bruno Pizzi.

Traendo spunto dal sistema geocentrico di Aristotele e Tolomeo, Dante pone la Terra al centro dell’universo. Circondata da 9 sfere concentriche, la Terra è la collocazione delle prime due cantiche: sia l’Infermo che il Purgatorio sono infatti localizzati da Dante sul pianeta. Il Paradiso, invece, mondo etereo, si troverebbe nell’Empireo.

Il cielo del Paradiso

Qui, nel cielo della Luna, Dante si pone in un rapporto diverso con le anime beate, rispetto quello con dannati e penitenti: le anime del Paradiso risiedono infatti nella “Candida Rosa” e possono contemplare Dio.

Perché il Poeta possa cogliere la struttura complessa di questo mondo, le figure che compaiono alla sua vista sono disposte nei nove cieli secondo corrispondenze astrologiche con i pianeti che danno il nome alle diverse sfere. All’inizio del Paradiso la figura di Beatrice sostituisce Virgilio  che, emblema della ragione, non è più sufficiente – anche simbolicamente – a guidare il viaggiatore nella comprensione.

Beatrice, guida del Paradiso, spiega il voto

Il tema, mentre ci troviamo nel cielo della Luna, è quello del voto “inadempiuto”.

La liberà volontà, dice la donna, è il dono più prezioso di Dio agli uomini e agli angeli. Si esercita anche attraverso la facoltà del “voto”, con il quale l’essere umano può dedicare a Dio le sue intenzioni e i suoi atti. Tra le spiegazioni di Beatrice c’è anche la possibilità di permutare la materia del voto, la cui essenza è nella materia che viene offerta a Dio, ossia il sacrificio della volontà.

Una memorabile terzina

Qui si propone la terzina

Apri la mente a quel ch’io ti paleso
e fermalvi entro; ché non fa scienza,
sanza lo ritenere, avere inteso

molto opportuna in quanto la difficile materia in questione impone una speciale “apertura” da parte del Poeta. Così come Beatrice aprendo la mente a Dio, che accresce il suo splendore, così la verità illumina la mente del Poeta. Questo è il solo bene che si possa umanamente desiderare.

Paradiso
Paradiso, G. di Paolo, Dante nel cielo della luna

Si intende qui con “permuta” il passaggio dalla materia concreta degli antichi sacrifici a una materia più nobile e complessa, la volontà. Dopo un passaggio di “ammonimento” agli uomini, che ricorda l’importanza del voto, avviene l’ascensione al cielo di Mercurio. A questo punto appare una schiera di beati e Dante si rivolge ad uno di essi che si rivelerà essere Giustiniano.

Nella parte conclusiva del canto si introduce al cielo di Mercurio. Qui Dante e Beatrice ascendono con molta velocità e lui si stupisce perché la bellezza della donna aumenta sempre di più. Questo è il segno tangibile della vicinanza a Dio, che nel progredire dona splendore anche al pianeta che dà il nome al canto. I beati sono ora sagome luminose e uno di loro parla a Dante, offrendosi di rispondere alle sue domande.
Si tratta dell’anima di Giustiniano, assoluto protagonista del canto VI.

 

Il sito della Dante di Bergamo

Vi invitiamo a rileggere l’intervista su Dante in Venezuela

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