Rossini incontra Wagner: la voce e l’eco

di Valeria Noli | Chiose, madeinItaly
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Il 29 febbraio 1792, a Pesaro, nasce Gioachino (o Gioacchino) Rossini. Capace di innovare e regolare la tecnica del belcanto, prima di lui lasciata all’improvvisazione degli interpreti, Rossini aveva ereditato dai genitori, entrambi musicisti, la passione per la musica; a soli vent’anni già componeva opere, buffe e serie. Il produttore Barbaja,  accortosi delle sue capacità. gli affida la direzione del Teatro San Carlo di Napoli tra il 1816 e il 1822. Con le risorse di questo teatro a disposizione, il compositore cresce musicalmente, in seguito sposa il contralto Isabella Colbran e getta le basi della sua fortuna finanziaria.

Giunto a Parigi nel 1824, assume la direzione del Théâtre Italien dove incontra il grande successo. Qui, con la composizione del Guglielmo Tell, via di mezzo tra lo stile italiano e il gusto francese, inaugura il genere dello spettacolo a soggetto storico. All’apice della fama, ancora giovane, chiude l’attività operistica (aveva appena 37 anni). Si dedica dunque agli affari e, dopo un periodo di viaggi, nel 1855 torna in Francia. Muore 13 anni dopo, nel 1868 e le sue spoglie, traslate, riposano nella chiesa di Santa Croce in Firenze.

Rossini parla di Wagner (oppure no?)

Nei suoi ultimi anni parigini, Rossini ebbe modo di incontrare anche Richard Wagner. Il grande compositore tedesco, che era andato nella capitale francese per promuovere il suo Tannhäuser. Molto diverso dal suo collega italiano, non era altrettanto famoso. Il rapporto tra i due fu ricco di aneddoti e pettegolezzi, smentite e facezie.

Si diceva per esempio che Rossini, notoriamente un amante della buona cucina, avesse ironizzato sulla musica di Wagner offrendo a un gruppo di commensali un piatto di pesce in salsa tedesca dove, però, mancava… il pesce! Avrebbe ironicamente commentato: «Non vi meravigliate; non è come la musica di Wagner? Buona salsa, ma senza pesce, senza melodiaSi dice che le voci sulle facezie rossiniane abbiano ritardato la visita di Wagner al celebre musicista italiano, che era molto celebre a Parigi, allora. In occasione del loro unico incontro si dice inoltre che Rossini, impegnato con la cottura del capriolo al vino, sia stato poco attento alla conversazione, per il prevedibile imbarazzo del suo ospite.

L’eco della musica (tra voci e smentite)

Questo ultimo aneddoto non è presente nella cronaca dell’incontro, redatta dal musicista belga Edmond Michotte (La visita di Wagner a Rossini – Parigi, 1860) sulla base di appunti personali. Secondo Michotte, che avrebbe pubblicato il testo a inizio Novecento, infastidito dalle dicerie che circolavano, Rossini si dichiarò interessato a conoscere Wagner, che accolse nel suo celebre salotto di Parigi. Secondo altri, invece, era stato Wagner a desiderare questo appuntamento. La verità sta forse nel mezzo, ma senza dubbio i ricevimenti rossiniani erano occasioni piuttosto interessanti.

«I suoi ricevimenti – scrive Michotte – erano diventati famosi. Gli artisti più celebri cercavano il favore di essere ascoltati da lui. Nei suoi salotti (…) si ritrovavano insieme le personalità più illustri di tutti i circoli di Parigi». I due musicisti erano molto diversi, anche se dotati di straordinarie capacità innovative e tecniche, nonché artistiche: «Uno [Rossini], era adulato come un semidio; l’altro [Wagner], privo di ogni prestigio, disprezzato persino quasi come un criminale

L’incontro

Wagner a Parigi non trovò favore, né fortuna, pur essendo già autore di diversi capolavori tra cui Tristano e Isotta. La sua arte, precorritrice della musica moderna, la capacità di innovare il teatro musicale e il concetto di opera totale sono alcuni aspetti della sua grandezza. Rossini non era da meno: nel suo campo, nel suo tempo e soprattutto “nella sua Parigi” era una celebrità. Ricevette infine Wagner nel suo coté, che Michotte descrive in questo modo:

«Lasciando a sua moglie il godimento quasi completo dell’appartamento, Rossini si era riservato accanto alla sala da pranzo un angolo di quattro finestre con vista sul viale, con un piccolo bagno dove quasi non entrava e una camera da letto che non lasciava mai. Un letto, una scrivania, un secrétaire, un pianoforte verticale Pleyel erano tutti i mobili di questa stanza estremamente semplice. Qui riceveva tutti i visitatori, senza distinzioni, dal più modesto dei mendicanti alle eccellenze, alle altezze e alle teste coronate. Qui ricevette anche Wagner

Il volto del genio

Prima di incontrare l’italiano, guardando un quadro che lo ritraeva, «Quel volto spirituale, quella bocca ironica – qui c’è l’autore del Barbiere», disse Wagner. «Questo ritratto dovrà risalire al tempo in cui è stata composta l’opera?». Gli rispose Michotte che il ritratto era stato dipinto da Meyer, a Napoli, nel 1820. Wagner fece una battuta sui cuori delle fanciulle napoletane che «un così bel ragazzo» doveva aver infiammato, producendo di certo molto scompiglio.

Rivolgendosi al critico musicale Azevedo, ferocemente anti-wagneriano, Rossini avrebbe invece detto:

«Posso dire che questo Wagner – devo ammetterlo – mi sembra dotato di facoltà di prim’ordine. Tutto il suo fisico, specialmente il suo mento, rivela il temperamento di una volontà di ferro. È una grande cosa essere capaci di volere. Se, come credo, possiede allo stesso grado anche il dono del potere, farà parlare di sé

Nonostante lo scambio di simili apprezzamenti estetici, morali e artistici, i due non si sarebbero più incontrati. Michotte ci informa che, dopo l’insuccesso della rappresentazione parigina del Tannhäuser, la stampa mise in giro altri aneddoti. Rossini li considerava la ragione per cui Wagner in seguito avrebbe rifiutato di tornare a trovarlo. Nemmeno l’intercessione di Lisz lo convinse a cambiare idea.

Sembra che Rossini volesse discolparsi pienamente agli occhi del compositore tedesco, chiosa Michotte. Ma, nel chiudere la sua cronaca elogiando l’arte di entrambi i musicisti, non rinuncia a un piccolo “guizzo” di malignità:

«L’obiettivo che si era proposto [Wagner] sollecitando un primo incontro, come ho spiegato, era stato completamente raggiunto. Non desiderava nulla di più

Si ringrazia Aldo Onorati per aver suggerito l’argomento, nonché per le informazioni fornite. Brani da La visite de R. Wagner à Rossini tradotti da Valeria Noli

Fonte immagine: http://www.peakpx.com/641564/historically-piano-old-music-keys-piano-musical-instrument (immagini royalty free)

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