I libri della settimana: Antonelli-Motolese-Tomasin, Andrea Riccardi, Enrico Vanzina

di Valerio De Luca | Libri
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Anche questa settimana consigliamo una nostra selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani. Buona lettura!

Storia dell’italiano scritto IV. Grammatiche25_antonelli

a cura di Giuseppe Antonelli, Matteo Motolese, Lorenzo Tomasin
Carocci
528 pagine, 46 euro

Negli ultimi due decenni la storia della lingua italiana ha conosciuto un intenso sviluppo, conquistando una posizione centrale nel panorama degli studi umanistici. Quest’opera, in più volumi, intende mettere a frutto le innovazioni metodologiche più recenti, per ricostruire quella parte di storia linguistica (la più ampia, non solo cronologicamente) che è legata agli usi scritti dell’italiano. Il risultato è una mappa nitida e aggiornata: un prezioso strumento di lettura e insieme d’interpretazione complessiva della nostra storia linguistica.
Questo volume esplora il filone principale della riflessione metalinguistica, cioè la produzione di grammatiche. La cosiddetta tradizione grammaticale è caratterizzata in Italia da continui e variegati sommovimenti anche perché, a differenza di quanto avvenne nel campo della lessicografia con la Crusca, la grammatica italiana ha avuto fondatori e padri nobili, ma non opere istituzionali efficacemente promosse e mantenute per secoli. Nella pluralità degli approcci, più che nella spesso riduttiva opposizione fra ciò che è tradizionale e ciò che è innovativo, si scorge uno dei caratteri più tipici della vicenda storica qui ripercorsa.

Giuseppe Antonelli insegna Storia della lingua italiana all’Università di Cassino. Nei suoi studi si è occupato di vari aspetti della lingua letteraria e non letteraria dal Cinquecento a oggi.
Matteo Motolese insegna Storia della lingua italiana alla Sapienza Università di Roma. Nei suoi studi si è occupato principalmente di lingua letteraria e di linguaggi specialistici nel Rinascimento.
Lorenzo Tomasin insegna Filologia romanza e Storia della lingua italiana all’Università di Losanna. Nei suoi studi si è occupato di temi posti tra filologia e dialettologia, storia linguistica e storia letteraria.

Tutto può cambiare25_riccardi

di Andrea Riccardi, conversazioni con Massimo Naro
San Paolo
pp. 290, euro 20,00

Una lettura non convenzionale, cui attingere per vivere nella complessità della globalizzazione, senza averne paura e senza essere spaesati. Con una bussola chiara: un Vangelo capace di creare speranza anche nelle situazioni più difficili e una grammatica della convivenza per ricucire tessuti sociali frammentati, nelle grandi solitudini contemporanee. La biografia di Andrea Riccardi è intrecciata con questa vicenda fin da quando, studente liceale, inizia l’avventura che prende il nome della Comunità di Sant’Egidio.
Massimo Naro intervista a tutto campo Andrea Riccardi, che descrive il mondo vicino e lontano, come lo vede e come lo interpreta. Ne emerge una conversazione non su Sant’Egidio, ma dall’osservatorio di Sant’Egidio, con uno sguardo originale sulla vita e sulla storia. Compaiono in queste pagine vicende umane, storie di conflitti e di liberazione, ricordi, riflessioni sulla Chiesa, con uno sguardo lucido, volto al futuro di questo mondo globale.
Emerge anche una riflessione sulla Comunità di Sant’Egidio, maturata nelle periferie umane e urbane del mondo, su percorsi di riconciliazione e di pace che cambiano ogni giorno in meglio la vita di tanti, nelle zone più disagiate d’Italia, in paesi lacerati da conflitti e da guerre. Una conversazione al termine della quale è possibile dire con più forza che tutto può davvero, sempre, cambiare.

Andrea Riccardi (1950), romano, storico del cristianesimo e dell’età contemporanea, autore di numerosi saggi e studi, ha insegnato a Bari, a Roma e Parigi. Presidente della Società Dante Alighieri. Editorialista del Corriere della Sera, di Avvenire, de La Vanguardia, è tra i più autorevoli analisti della storia della Chiesa contemporanea e dell’impatto delle religioni nell’età della globalizzazione. Biografo di Giovanni Paolo II e di altre personalità, studioso del Mediterraneo e interprete acuto dei fenomeni sociali e culturali del nostro tempo, è fondatore della Comunità di Sant’Egidio, oggi presente in più di 70 paesi del mondo. Ha avuto un ruolo di mediazione in diversi conflitti e ha contribuito al raggiungimento della pace in diversi Paesi, fra cui – il più noto – il Mozambico. Ha ricevuto, tra l’altro, per il suo impegno per la pace, il Premio Carlo Magno. www.andreariccardi.it

La sera a Roma25_vanzina

di Enrico Vanzina
Mondadori
18,50 euro, 192 pagine

Federico, il protagonista di questa storia ambientata in una Roma elegante e decadente, è uno sceneggiatore di esperienza con molti film di successo alle spalle. Frequenta i salotti nobili della capitale, ma anche le redazioni dei giornali, le trattorie storiche del centro e l’entourage intellettuale e cinematografico. Un giorno uno dei più apprezzati broker della finanza romana gli chiede di incontrare un giovane attore, Domenico Greco, per aiutarlo a entrare nel mondo del cinema e Federico, per cortesia, invita a casa sua quello che a prima vista è un belloccio senza arte né parte. Poche ore dopo, però, il ragazzo viene ucciso con un colpo di pistola. E il protagonista, essendo uno degli ultimi ad averlo visto, si ritrova coinvolto nelle indagini. A dipanare l’intricata trama di segreti, relazioni clandestine, innamoramenti mai confessati, tradimenti, lavorano parallelamente Margiotta, un sagace commissario, Maselli, un giornalista di cronaca nera assetato di scoop, e lo stesso Federico, che si ritrova talmente invischiato nella vicenda sentimentale legata all’omicidio da mettere a rischio il proprio matrimonio. E muovendosi tra nobili decaduti, fisioterapiste brasiliane e mostri sacri del cinema italiano, la sfida del protagonista sarà proprio quella di dimostrare la sua innocenza.

Enrico Vanzina è uno dei più noti sceneggiatori, produttori cinematografici e registi del nostro Paese. Figlio del grande Steno, ha scritto più di cento film, alcuni famosissimi. Ha vinto il Nastro d’argento, la Grolla d’oro, il Premio De Sica e il Premio Flaiano.

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