Venezuela, cresce il fervore per Dante

di Andrea Ciarlariello | Chiose, madeinItaly
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Negli ultimi 3 anni la Dante di Maracay, in Venezuela, ha promosso 32 conferenze in 27 città con oltre 16.000 km percorsi. Abbiamo chiesto a Mariano Palazzo, Presidente del Comitato, di raccontarci la genesi di questo progetto.

All’inizio non c’era un vero e proprio progetto: nel 2015, in occasione dei 750 anni dalla nascita del Sommo Poeta, siamo stati invitati dalla Sede Centrale, dal Segretario generale Alessandro Masi, a promuovere la vita e l’opera di Dante Alighieri e abbiamo così organizzato una serie di conferenze coinvolgendo le associazioni regionali presenti a Maracay e altre istituzioni, come alcune università locali, la Confederazione dei giovani italo-venezuelani o la scuola Giovanni XXIII. A ognuno di loro abbiamo chiesto di partecipare con conferenze dedicate ad argomenti specifici; ci sono stati incontri sugli aspetti politico, storico, letterario, religioso, con cadenza mensile per tutto l’anno. Ho inaugurato io stesso il ciclo proponendo un’intervista immaginaria di un giornalista che incontra lo spirito di Dante a Ravenna nel 2015 – cercando così di rendere il tutto più coinvolgente e interessante, soprattutto per i giovani – restituendo la personalità del Sommo Poeta nelle sue varie dimensioni.

L’interesse ci fu eccome.

Sì. Subito l’Istituto italiano di cultura ci ha invitati a riproporre la conferenza nella capitale, Caracas. Da allora molti altri inviti ci sono arrivati: in una prima fase sono stati soprattutto i centri socio-culturali italo-venezuelani le prime sedi; poi sono arrivati gli inviti dei musei – per esempio il Museo di arti visive di San Cristobal e quello del centro storico di Coro, patrimonio dell’Umanità – e di diverse università, pubbliche e private – l’Università di Carabobo a Valencia, l’Università centrale del Venezuela, la più prestigiosa e antica del Paese – e poi molti circoli culturali, scuole e, addirittura, abbiamo ricevuto un invito, dalla sede della Cancílleria del Venezuela, che corrisponde grossomodo dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Il tour, che ha coperto 21 dei 23 stati che compongono il Venezuela, a volte persino con due incontri in un giorno, ha visto l’ultima tappa poche settimane fa, nello stato Vargas. Mancano ora solo Amazonas, Delta Amacuro e Nueva Esparta, che contiamo di coprire entro quest’anno.

Il pubblico, poi, non è rimasto passivo: in molti eventi abbiamo trovato appassionati dantisti pronti a dare il proprio contributo, alimentando con le loro esperienza il formato della conferenza che va arricchendosi. Abbiamo conosciuto importanti artisti – scultori e pittori così come molti scrittori e poeti – che si sono ispirati alla Commedia.

Il lavoro ha trovato di recente una sistematizzazione nel volumetto “Viaje Onírico al mundo de Dante”.

Sì. Abbiamo potuto lavorare così bene anche grazie al sostegno morale della rete diplomatica e consolare italiana nel Paese; l’Ambasciatore stesso ha introdotto il primo incontro presso l’Istituto italiano di cultura e non manca di promuovere il nostro lavoro nei suoi viaggi nel Paese. Abbiamo poi il sostegno economico de i centro italo-venezuelani e la Casa de Italia, da sempre sostenitrice che è stata ancor più preziosa con il deteriorarsi della condizione economica, con l’accentuarsi della crisi che imperversa almeno dallo scorso settembre.

Il sostegno delle rappresentanze diplomatiche ha consentito anche di entrare in contatto con alcuni conferenzieri italiani in visita in Venezuela. Tra le personalità coinvolte ci sono stati il dantista Franco Nembrini e lo scrittore e storico della letteratura Claudio Giunta‏, invitato dall’Ambasciata a prendere parte alla Fiera del libro organizzata presso l’Università Cattolica Andrés Bello a Caracas, dove l’Italia era il paese ospite. Lo stesso Ambasciatore, Silvio Mignano, è un critico letterario ed appassionato dantista; tiene conferenze sul Poeta e partecipa su Twitter al progetto #Dante2018, lanciato da un professore dell’Università di Chicago, Pablo Maurette [ne abbiamo parlato QUI, ndr]. A ciò si aggiungono i laboratori su Dante, tenuti a Maracay e che rilanceremo a Caracas in aprile. Insomma c’è un gran fervore per conoscere Dante: proprio in questi giorni l’Universidad de Los Andes ha contattato noi e l’Ambasciatore perché stanno dando alle stampe un libro sulla “Semiotica di Dante”.

Sembra proprio che questo “fervore dantesco” non coinvolga soltanto la numerosa comunità italiana presente in Venezuela, ma, così come in altri Paesi, coinvolga la comunità locale.

È una cosa bellissima: in Venezuela ci sono moltissimi che pur non avendo alcuna discendenza italiana, si identificano con la cultura del nostro Paese. Riusciamo a coinvolgere sulle tematiche dantesche persino le scolaresche, come accaduto lo scorso anno in una conferenza nella scuola di Maracaibo intitolata ad Antonio Rosmini. Le conferenze sono in spagnolo, ma Dante diventa il veicolo per far conoscere la nostra lingua e la nostra cultura.

Il vostro lavoro ha come prossimo orizzonte temporale quello dell’Anniversario dantesco del 2021 (700 anni dalla sua morte). Quali sono le prossime iniziative?

Sicuramente proseguiremo anche dopo il 2021 ma prima di tutto vorremmo che ci fosse una pubblicazione complessiva su questa nostra esperienza. Al termine della tournée ci piacerebbe coinvolgere accademici e letterati in un congresso dantesco internazionale e poi raccogliere il lavoro di artisti ispirati dalla Commedia e organizzare una mostra per esporlo.

Nelle condizioni di difficoltà economiche e sociali ben note del Venezuela, un’iniziativa di alta cultura come la vostra rappresenta anche un messaggio di “resistenza culturale” alle avversità.

Col messaggio di Dante – a partire dalla sua biografia, dall’esperienza dell’esilio – invitiamo a riflettere, contribuiamo a creare coscienza civica: di fronte alle avversità si può andare avanti e la cultura può essere un elemento di civiltà grandissimo che fa fronte alle circostanze negative.

Crediamo fortemente nel valore della diplomazia culturale. La situazione economica e sociale in Venezuela è molto volatile: temiamo il ritorno di quei momenti di scontro drammatico che abbiamo vissuto lo scorso anno e quello precedente. In queste condizioni, portare avanti qualunque iniziativa rappresenta un atto eroico; solo l’entusiasmo per diffondere il nostro meraviglioso patrimonio culturale ci ha fatto superare difficoltà e paure senza perdere la motivazione. Oggi ne raccogliamo i frutti con grande soddisfazione.

2015 Ottobre Casa della Cultura Paulita Ortiz Caripe Monagas
2015 Ottobre Casa della Cultura Paulita Ortiz Caripe Monagas

 

2016 aprile Università Arturo Michelena Carabobo
2016 aprile Università Arturo Michelena Carabobo

 

2016 Marzo Università Romulo Gallegos Guarico
2016 Marzo Università Romulo Gallegos Guarico

 

2016 Novembre Laboratorio a Maracay su Dante Ambasciatore Silvio Mignano
2016 Novembre Laboratorio a Maracay su Dante Ambasciatore Silvio Mignano

 

2016 novembre Scuola Antonio Rosmini Maracaibo Zulia 2
2016 novembre Scuola Antonio Rosmini Maracaibo Zulia 2

 

2016 novembre Scuola Antonio Rosmini Maracaibo Zulia
2016 novembre Scuola Antonio Rosmini Maracaibo Zulia

 

2017 aprile Franco Nembrini in Venezuela
2017 aprile Franco Nembrini in Venezuela

 

2017 aprile Franco Nembrini in Venezuela2
2017 aprile Franco Nembrini in Venezuela2

 

2017 Febbraio Cancilleria del Venezuela
2017 Febbraio Cancilleria del Venezuela

 

2017 Ottobre Museo de Coro Falcon
2017 Ottobre Museo de Coro Falcon

 

2018 Gennaio Scuola San Vicente de Paul Maiquetia Vargas
2018 Gennaio Scuola San Vicente de Paul Maiquetia Vargas
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