Unesco: giornata mondiale lingua madre, 21 febbraio

di Valeria Noli | Chiose
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Unesco celebra il 21 febbraio di ogni anno la Giornata internazionale della lingua madre. Ricorre anche la Giornata internazionale della guida turistica, indetta nel 1990 dalla World Federation of Tourist Guide Associations. In Italia questa associazione è rappresentata da ANGT.

La lingua è il tema che collega queste due “feste” internazionali, solo in apparenza distanti. Esprimersi correttamente in italiano (vale per le diverse lingue e culture) significa possedere il patrimonio di conoscenze e cultura della cosiddetta “italianità”.

La lingua è uno strumento di pace

Don Milani, teorico della cultura come strumento di crescita e pace, diceva che “la parola rende uguali”. Togliere la parola a un essere umano significa infatti impedirgli di disegnare la sua mappa personale di interpretazioni del mondo. Interpretazioni che, come scatole cinesi, contengono memorie collettive, interazioni con l’ambiente culturale, naturale e storico (vedi anche la convenzione Unesco del 2003).

Potersi esprimere nella lingua nativa è un diritto umano, democraticamente riconosciuto. Ecco perché l’Unesco, su proposta del Bangladesh, decise di istituire in questo giorno una simbolica celebrazione. Non si voleva dimenticare un evento storico significativo e drammatico. Era il 1948, nel Pakistan occidentale. Una rivolta si scatenò a causa della decisione governativa di imporre l’urdu come lingua ufficiale del paese. Il bengali, usato dalla gran parte della popolazione, veniva declassato. La rivolta fu dunque impetuosa, la repressione violenta. Decine di studenti, purtroppo, morirono negli scontri. Per ricordare questi fatti, il 21 febbraio di ogni anno l’agenzia culturale delle Nazioni Unite invita a riflettere sul fatto che “tutti gli esseri umani hanno il diritto di conservare il legame con il DNA linguistico della loro cultura”.

Virgilio, la “guida turistica” di Dante

Il 21 febbraio anche le guide turistiche celebrano la loro ricorrenza annuale. Nessuno come un madrelingua comprende a fondo e può spiegare la cultura di una comunità di parlanti (o segnanti). La WFTGA promuove dunque una giornata in cui le associazioni locali delle guide fanno visitare gratis i luoghi della cultura. In questo modo si promuove l’opera di chi agevola i visitatori a conoscere i dettagli delle storie e opere più rappresentative. Dettagli costruttivi, stili, preparazioni gastronomiche scelti e proposti con competenza possono trasformare una visita in un’esperienza indimenticabile. Come non ricordare l’importanza di una buona guida, considerando il ruolo di Virgilio per Dante nella Commedia?

Unesco e le lingue 

In fondo Virgilio si comporta proprio come una guida: facilita la comunicazione tra Dante e gli abitanti dei mondi ultraterreni. Di comunicazione in comunicazione, ricordiamo che due anni e due giorni fa (19 febbraio 2016) ci ha lasciati Umberto Eco. Filosofo, semiologo, scrittore, membro del Gruppo 63 con Arbasino, Balestrini, Manganelli e altri, tra cui Amelia Rosselli. Fondatore del L’Espresso, giornalista, medievista, persino critico televisivo. Di lui citiamo solo un libro, che rinvia al tema principale di oggi: La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea (Laterza, 1993).

Eco 2×2

Esiste la lingua “perfetta”? Esiste un criterio universale, una characteristica capace di aprire la conoscenza con la chiave della lingua, come sognò anche Leibniz? Può esistere una Enciclopedia perfetta e infinita con lo scibile umano in una “nuvola”?

Mentre gli studiosi continuano a cercare risposte a questi interrogativi, condividiamo una frase “perfetta” dello stesso Umberto Eco:

L’ambiguità delle nostre lingue, la naturale imperfezione dei nostri idiomi, non rappresentano il morbo postbabelico dal quale l’umanità deve guarire, bensì la sola opportunità che Dio aveva dato ad Adamo, l’animale parlante. Capire i linguaggi umani, imperfetti e capaci nello stesso tempo di realizzare quella suprema imperfezione che chiamiamo poesia, rappresenta l’unica conclusione di ogni ricerca della perfezione.

(“A portrait of the artist as a bachelor”, in Sulla letteratura).

La giornata Unesco

Per la ricorrenza di quest’anno della Giornata internazionale della lingua madre, come ogni anno,  l’UNESCO ribadisce l’impegno per la diversità linguistica. Con l’invito a  metterla in pratica, sostiene l’obiettivo di promuovere l’educazione multilingue basata sulla madrelingua.

Ogni anno molte lingue scompaiono, messe alla prova anche dalle dinamiche omologanti della rete. Ogni due settimane in media una lingua scompare, portando con sé un’intera eredità culturale e intellettuale.

Nonostante ciò, si salutano i progressi per l’educazione multilingue e la crescente comprensione della sua importanza, in particolare nella scuola primaria. L’impegno per valorizzarla nelle sue molte occorrenze e nella vita pubblica è coerente con questi obiettivi raggiunti.

Nel 2018 si celebra anche il 70 ° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. Tra l’altro si dice che “nessuna discriminazione può essere compiuta sulla base della lingua”. Si ricorda che la Dichiarazione a oggi è stata tradotta in ben 500 lingue.

Istruzione e discriminazione

L’iniziativa sostiene anche le finalità della Convenzione del 1960 contro la discriminazione nell’istruzione che vieta qualsiasi pratica discriminatoria.
Il direttore generale UNESCO Audrey Azoulay nel suo messaggio dedicato ha dichiarato:

Una lingua è molto più che un mezzo di comunicazione. Si tratta della condizione stessa della nostra umanità. I nostri valori, le nostre credenze e la nostra identità sono incorporati al suo interno. Passa per le nostre esperienze, le nostre tradizioni e le nostre conoscenze. La diversità delle lingue riflette l’innegabile ricchezza della nostra immaginazione e dei nostri stili di vita.

 

Fonti e crediti per fotografie e testi: La giornata della lingua madre nel sito centrale Unesco, WFTGA ladante.it Giornata della Guida Turistica


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