Il potere della musica

di Daniela Di Iorio | Ficcanaso
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“Rock and Resilienza. Come la musica insegna a stare al mondo” è il manifesto del potere consolatorio dell’arte. E’ questo il messaggio preponderante che ha fatto passare ieri sera, per  tutta  la presentazione del libro, l’autrice Paola Maugeri volto noto di Videomusic, la prima rete televisiva italiana degli anni ’80 dedicata alla musica. Il libro contiene le interviste alle famose rockstar che Paola ha incontrato nel corso della sua carriera, idoli che la conduttrice, ora radiofonica, vorrebbe far conoscere  per quello che sono realmente e umanamente: non solo personaggi da idolatrare per i miti che portavano con sé, come il caso delle sostanze stupefacenti spesso associate alla musica rock, ma al contrario persone normali che cercano nella musica la forza per ottenere risultati straordinari,  spesso sfidando i propri limiti. L’intento del libro è infatti quello di farli diventare modelli a cui i giovani possano fare  riferimento.

Il loro merito è quello di aver fatto appello alla resilienza per superare le difficoltà, come il caso, tra i tanti presenti nel libro, di Patti Smith, di Mick Jagger o Bono degli U2, la cui musica ha salvato la vita. Persone che si sarebbero perse, che non avrebbero avuto un futuro ma che grazie alla musica ce l’hanno fatta. Non solo: continuano ad avere successo e ad essere in salute, proprio grazie a uno stile di vita sano e salutare. Hanno abbandonato quella vita da gioventù bruciata, ed è per questo che sono ancora sulla cresta dell’onda, come le hanno confidato. L’autrice vuole anche trasmettere l’idea che il successo vero arriva quando l’arte viene usata come espressione di sé, ed è duraturo solo quando è così.

Se invece si persegue il successo solo per il gusto di diventare famosi,  si rischia di fare qualcosa di lontano da sé che poi nel tempo non perdura. Lei per prima si considera una resiliente perché inizialmente nessuno le dava fiducia e spazio nel lavoro, nessuno credeva abbastanza in lei, ma a furia di crederci e di insistere si è affermata e ha avuto successo. E a una giovane ragazza presente in platea che le ha chiesto come si possa fare in questa epoca a percorrere un cammino originale, a proporre qualcosa di nuovo da quello che già esiste, e se per ottenere tale risultato bisogna evitare tutto ciò che arriva da fuori o se questo isolamento possa condurre a un allontanamento dalla realtà che così si rischia di non riuscire più a rappresentare, ha risposto che la realtà non va evitata ma semmai filtrata attraverso prima di tutto la lettura dei classici, perché sono illuminanti e consentono di decodificare gli aspetti anche contraddittori dell’umanità, poi tutto il resto si può accogliere ed ascoltare ma con lo sguardo di chi ha un patrimonio culturale che gli consenta un approccio scevro da condizionamenti esterni dettati da logiche il cui interesse è soprattutto “commerciale”, e non di unità e armonia tra le persone.

Una funzione in questo ce l’ha invece la musica, e la giornalista coglie l’occasione per una provocazione: “Sarebbe davvero bello se nei supermercati facessero sentire la musica classica, perché ci restituirebbe equilibrio e armonia”.

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