Parma sarà la Capitale italiana della cultura 2020

di Valeria Noli | Ficcanaso, madeinItaly
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Un suggestivo video con opere d’arte e scorci delle città concorrenti ha introdotto l’annuncio della Capitale italiana cultura 2020. Il lavoro della commissione è stato sintetizzato da Stefano Baia Curioni, consigliere esperto Mibact per la gestione turistica. Nella Sala Spadolini del Ministero Dario Franceschini, Ministro dei Beni culturali e del turismo, ha annunciato la scelta di Parma, Capitale italiana cultura 2020. Tra le ragioni del riconoscimento, elencate nella motivazione, si segnalano:

Esempio virtuoso di elevata qualità nella progettazione territoriale a base culturale. I suoi punti di forza sono rappresentati dalla capacità di attivare e coordinare un sistema complesso di soggetti allargato su base territoriale estesa.

Secondo il parere della commissione, il progetto sottolinea il forte coinvolgimento dei privati e delle imprese del territorio. In questo modo si realizza “una stretta relazione con il mondo dell’università e della ricerca“.

Tra gli altri aspetti considerati:
– la relazione con il mondo della cultura e del welfare;
– il rapporto tra rivitalizzazione urbana, integrazione sociale e produzioni culturali;
– la logica di distretto e l’offerta culturale di altissimo livelo.

Il progetto vincitore è stato premiato per la realizzazione, “con esplicita attenzione ai giovani, all’integrazione tra discipline artistiche, con particolare riferimento alla tradizione musicale”. Un riferimento alla forte capacità di infrastrutturazione culturale e dalla gestione di sistemi di accoglienza e gestione dell’attrattività, con la sostenibilità complessiva, hanno assicurato la vittoria a Parma.

Qual è stato il punto di vista del sindaco Federico Pizzarotti? Il Primo Cittadino ha ricordato, con emozione, l’accordo delle tre città emiliane finaliste. Piacenza, Parma e Reggio Emilia si sono consorziate anche per la candidatura. Collaborano inoltre da tempo nella gestione comune dei flussi turistici.

Ecco la sintesi del lavoro della Commissione giudicatrice, letta da Baia Curioni: “La cultura è un riferimento per la raccolta e il racconto delle esperienze più virtuose nella gestione dei territori e della cosa pubblica. Un risultato, grande, che esprime qualità e speranza”.

Con queste parole è stata introdotta la presentazione dei progetti finalisti, la cui sintesi si trova nella stessa pagina. Creatività, resilienza e positività sono tra i messaggi dei progetti presentati. La volontà di cambiare, la fiducia e la capacità di gestire tutto è un tratto comune a tutte le proposte, mai ideologiche.

Matera Capitale Europea della Cultura 2019

Con l’istituzione nel 2014 delle capitali italiane era stata fissata l’assegnazione di un milione di euro l’anno “per stimolare le amministrazioni a perseguire un modello di sviluppo sostenibile che vede la cultura al centro della crescita sociale, economica e civile del territorio attraverso il coinvolgimento delle realtà pubbliche e private.”

A Cagliari, Lecce, Ravenna, Siena e Perugia-Assisi, Capitali Italiane della Cultura ex aequo nel 2015, sono seguite Mantova nel 2016 e Pistoia nel 2017. Per il 2018 il titolo è stato attribuito a Palermo.

Sottoscritto, infine, un accordo tra Mibact e Enel. L’obiettivo è garantire la diffusione di modelli di e-mobility (mobilità ecologica) attraverso postazioni per bici elettriche nelle prossime Capitali della cultura.

Fonti: Mibact
Ne avevamo parlato anche qui

Crediti immagine: attribuzione generic, CC BY 2.0 – Pedro Caetano

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