Dante 2018, leggere insieme la Commedia. INTERVISTA

di Andrea Ciarlariello | Chiose, madeinItaly
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Dietro l’hashtag “Dante 2018”, che tanto successo sta riscuotendo in queste settimane su Twitter (se ne sono occupate anche testate importanti come il New York Times, e in Italia la Stampa), c’è Pablo Maurette, giovane professore di Letteratura comparata all’Università di Chicago.

La sua è stata un’iniziativa spontanea: ha annunciato dal suo profilo che avrebbe iniziato la sua personale lettura della Divina Commedia, un canto al giorno per 100 giorni, raccontando su Twitter progressi e suggestioni. Come un novello Forrest Gump, insomma, ha preso a correre da solo, per accorgersi ben presto di essere seguito da una piccola folla di sconosciuti che cresceva giorno dopo giorno raccogliendo anche appassionati dal Sudamerica (non solo Argentina, ma anche Venezuela e Brasile), dall’Italia, dall’Europa e dall’Asia.

Oggi, dopo aver da poco terminato la lettura dell’Inferno ed essere passato al Purgatorio, ci racconta che quasi 5 mila persone da tutto il mondo hanno seguito e partecipato all’hashtag proponendo la loro lettura di alcune terzine, commenti e brevi video, miniature e foto suggestive, fotomontaggi divertenti. Il prof. Maurette, Pablo, è argentino, nato a Buenos Aires e discendente di italiani, emigrati da Casale Monferrato, in Piemonte (una delle città candidate al titolo di Capitale italiana della cultura 2020). Lui stesso ha il doppio passaporto e ha studiato la lingua dei suoi nonni frequentando i corsi di lingua della Dante in via Tucumán, a Buenos Aires. Ha vissuto a Roma per un anno e tornerà in Italia ad agosto per un periodo di studio a Firenze.

Parla correntemente italiano e si sente dalla sua voce che ha piacere a conversare in una lingua che, ammette, un tempo parlava meglio: “A Chicago la mia vita si svolge in inglese, sia all’università che in famiglia, poiché mia moglie non parla lo spagnolo. Ho un amico con cui parlo qualche volta in italiano ma la mia vita ‘social’, inclusa la lettura della Commedia, è nella mia lingua-madre, lo spagnolo; Twitter è il mio modo di ‘frequentare’ la lingua spagnola”. E i follower di #Dante2018? “Parlano sia spagnolo che inglese, ma ci sono anche molti che scrivono in italiano e alcuni in portoghese, partecipando dal Brasile”.

La sua passione per la Commedia non è recente: “Ho letto l’opera ormai diverse volte, fin negli anni della mia formazione; le prime letture sono state in compagnia di un amico, il dantista Pablo Williams, che oggi partecipa su Twitter all’iniziativa, il quale organizzava nei primi anni 2000 delle letture dantesche a casa sua a Buenos Aires, molto sistematiche ed erudite. Poi l’ho riletto più volte negli anni e ho persino tenuto un corso di Letteratura universale dedicato all’Inferno, nonostante non sia uno specialista e i miei studi siano concentrati prevalentemente sul Rinascimento. È un’opera a cui mi piace ‘ritornare’, la considero la più grande della storia della letteratura”.

È così che spiega il successo del suo progetto: “Un libro di 700 anni che raccoglie tanti appassionati è qualcosa di un po’ strano per i nostri tempi ma la Commedia è un’opera che tutti conoscono nel mondo, almeno di nome: chi non l’ha mai letta così ne sente la mancanza, chi lo ha già fatto sente di dover approfondire, rileggere per capire meglio. Il messaggio di Dante poi, è universale, si rivolge a tutti, fuori dal tempo”.

L’approfondimento, certo, non appartiene al mondo di Twitter, così stringato e al tempo stesso caotico, non sistematico: “È difficile seguire tutto ciò che viene pubblicato sulla Commedia; ci sono però delle interazioni interessanti, con specialisti di Dante che si mettono a disposizione dei neofiti, rispondono alle domande e alle curiosità dei lettori ‘ai primi canti’”.

Non sono mancati i riconoscimenti importanti dell’iniziativa: “‘Sarebbe piaciuta molto a Vittorio Sermonti’ mi ha scritto in una bellissima e-mail Ludovica Ripa di Meana, che ha riconosciuto in questo lavoro quello stesso spirito di divulgazione del Sommo Poeta che animava il marito, scomparso nel novembre del 2016. Mi ha anche proposto di pubblicare brevi audio delle sue letture”.

Il timore che il prof. Maurette ha è che molti potrebbero essere scoraggiati dalla difficoltà di lettura che progressivamente caratterizza l’opera: “Il Paradiso davvero troppo difficile; sarà interessante vedere come reagiranno i lettori. In ogni caso la lettura e le pubblicazioni proseguiranno fino al 10 aprile, quando saranno scaduti i 100 giorni ed esauriti i 100 canti, e potremo fare un bilancio”. E dopo il 10 aprile? “Che ne so” – risponde sorridendo – “Sicuramente avrò bisogno di un periodo di riposo perché è molto stancante e sto dedicando almeno un paio di ore al giorno a questa cosa, e non è il mio lavoro. Poi vorrei proporre un sondaggio alla comunità per individuare il prossimo libro da leggere insieme. Non credo che ci sia un’opera che potrà funzionare come la Commedia… ma noi ci proviamo. Tra le idee c’è il Decameron di Boccaccio [un libro che la Dante ha proposto in tweet nel 2013 in occasione dell’anniversario del settimo centenario della nascita dell’autore, ndr] e Il Don Chisciotte della Mancia di Cervantes. È importante che sia un libro con capitoli brevi e che quante più persone possano avere a casa o reperire facilmente”.

A Pablo e a tutti i follower di #Dante2018 gli auguri di buona lettura!

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