Il leader e i suoi stili linguistici fra vecchia e nuova politica

di Valerio De Luca | La fabbrica delle parole
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Nel primo trentennio dell’Italia repubblicana un leader politico era sostanzialmente espressione diretta del partito di appartenenza e delle ideologie che sosteneva. Con la crisi dei partiti politici di massa, e il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, il leader politico è divenuto sempre più autonomo dalla formazione di cui è espressione, puntando ogni volta, anche con l’adozione di precise pratiche comunicative, a migliorare la sua immagine agli occhi dei potenziali elettori.
Durante il primo incontro di mercoledì 14 febbraio a Palazzo Firenze del seminario “LINGUA, COMUNICAZIONE E MARKETING FRA PRIMA E SECONDA REPUBBLICA“, ne hanno discusso il sociologo della comunicazione Mario Morcellini, Michele Prospero (Università La Sapienza), Dino Amenduni (agenzia di comunicazione Proforma), Christian Ruggiero (Università La Sapienza) e Antonio Nicita (commissario Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni).

Leggi il programma completo degli otto incontri a Palazzo Firenze, Roma.

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