Quirinale. Storie e persone del ‘Colle più alto’

di Andrea Ciarlariello | Ficcanaso
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All’ombra del torrino dove campeggiano il tricolore, la bandiera dell’Unione europea e – quando il Presidente è in sede – lo Stendardo presidenziale, si estende sull’omonimo Colle il Palazzo del Quirinale. Oggi sede istituzionale e residenza della Presidenza della Repubblica, il palazzo ha una lunga storia di rappresentanza: dal nucleo originale, il cui primo ampliamento si deve a papa Gregorio XIII, alla forma pressoché definitiva assunta all’inizio del XVII secolo, poi attraverso la storia sabauda e infine repubblicana.

“Salire al colle” è un’espressione a cui gli italiani sono abituati ad associare momenti spesso cruciali della vita democratica del Paese: si sale al Colle per le consultazioni del Capo dello Stato, per ricevere un incarico o rimetterlo nelle mani del Presidente della Repubblica. Si “sale” perché è il “colle più alto”, sia perché è sede della massima carica dello Stato, sia perché di altezza superiore agli altri rilievi della Capitale. Entrambe le accezioni sono condensate nella titolo del volume Il Colle più alto. Ministero della Real casa, Segretariato generale, Presidenti della Repubblica pubblicato lo scorso anno da Giappichelli e presentato ieri sera nella Sala Igea dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani.

Oltre a Mario Pacelli e Giorgio Giovannetti, autori del libro* pubblicato nella collana dei “Quaderni delle Istituzioni della Repubblica”, sono intervenuti Giuliano Amato, giurista e giudice della Corte costituzionale che ha curato anche la prefazione, e Sabino Cassese, giurista e giudice emerito della Corte Costituzionale, coordinati dal giornalista Ruggero Po.

Sono state così presentati al pubblico le varie sezioni del volume che ripercorrono la storia istituzionale del Quirinale (dal Ministero della Real casa all’attuale assetto repubblicano), delle principali attribuzione e del suo funzionamento e le figure dei Presidenti – da De Nicola a Ciampi –, la storia dei loro avvicendamenti e l’impronta che ciascuno di loro ha impresso su un’istituzione di cui si rileva innanzitutto, lo sottolinea bene Sabino Cassese, l’”elasticità”, talmente accentuata da poter parlare di un’istituzione a fisarmonica.

Di una storia così importante, della “casa del Presidente della Repubblica, la casa degli italiani” (come l’ha ribattezzata il presidente Ciampi – si veda, ad esempio, il messaggio di fine anno del 2005) non mancano aneddoti, retroscena e curiosità. Tra queste il racconto che Ennio Flaiano restituisce di una cena informale (“il Presidente sembrava un nonno felice di rivedere nipoti lontani”) a cui fu invitato  dal neo-eletto Presidente Einaudi – il cui insediamento al Quirinale era stato fortemente esaltato dal racconto della stampa come simbolo della riappacificazione nazionale – in cui si trovò a condividere con lui “una grossa pera” sotto gli occhi sbigottiti del maggiordomo che gli servì il piatto “come se contenesse la metà della testa di Giovanni il Battista”.

*Gli autori: Giorgio Giovannetti, saggista e giornalista parlamentare, ha ricoperto il ruolo di vicedirettore di Rai Parlamento e di condirettore di GR Parlamento, ha scritto per la Nuova Antologia, l’Enciclopedia Treccani e l’istituto Aspen. È presiedente dell’associazione “Le istituzioni della Repubblica”.
Mario Pacelli insegna Diritto pubblico alla Sapienza e scrive per il Corriere della Sera e il Messaggero. Non è nuovo alle pubblicazioni riguardanti la storia delle istituzioni italiane: Le radici di Montecitorio (1984), Interno Montecitorio (2000) e Cattivi esempi (2001).

Quirinale Scala del MascarinoVisitare il Quirinale 

Visita virtuale del Palazzo del Quirinale e delle altre residenze

 

 

 

 

Estratto dalla prefazione di Giuliano AmatoIl Colle più alto  
La scheda-libro dell’editore

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