Il profumo invernale di Venezia

di Redazione | Chiose
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Gennaio è un mese ideale per girare a piedi per Venezia: di colpo, in una calletta con alti muri, ti colpisce un profumo intenso. È il calicanthus (calicanthus fragrans), che fiorisce e profuma intensamente fra gennaio e febbraio. Non lo vedi, ma ne senti il profumo dolcissimo. Se sei fortunato dopo pochi passi incontri un cancello, e oltre il muro della calletta, riesci a vedere l’albero di calicanthus: senza foglie, con piccolissimi fioretti gialli, che profumano intensamente.

Ne senti il profumo in Campo S. Stefano, alla sinistra dell’entrata al giardino di palazzo Franchetti, o in Calle della Testa, dopo la scuola Giacinto Gallina, o ancora all’ospedale civile di S.S. Giovanni e Paolo, prima di arrivare al padiglione di oculistica o al pronto soccorso.

Il calicanthus ha un solo concorrente: il glicine (dal greco: glykys= dolce; o wisteria, così chiamato dal botanico Thomas Nuttall in onore del medico Gaspar Wistar, 1761-1818).  Ma per questo devi aspettare la primavera. In vaporetto, sul Canal Grande, all’altezza di palazzo Papadopoli (ora Hotel) sentirai arrivare zaffate dolci di profumo di glicine sull’acqua, prima di vederne la cascata di fiori violetti nel giardino, o lo sentirai nel cortile di Ca’ Foscari, arrampicato sul pozzo centrale. “Sweet and oversweet”: il glicine è per William Faulkner il profumo che fa entrare nel passato, il profumo della memoria, nel romanzo Absalom, Absalom! (1936), ma anche il profumo di una nebbiolina che fa entrare nel regno della fiaba, nel racconto The Wishing Tree.

Vi sono altri calicanthus o glicini? Trovateli voi, ve ne sono molti, e vi condurrà da loro il vostro olfatto.

Rosella Mamoli Zorzi

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