Fiume. L’avventura che cambiò l’Italia

di Valerio De Luca | La fabbrica delle parole
Condividi su

Pier Luigi Vercesi presenterà al pubblico della Dante a Palazzo Firenze giovedì 15 febbraio (ore 18) il volume che ripercorre le vicende storiche di uno dei più importanti conflitti bellici della nostra Storia.

Intervengono con l’Autore il presidente della Dante Andrea Riccardi, il Segretario Generale della Dante Alessandro Masi e il professor Agostino Giovagnoli.

SCARICA L’INVITO

Fiume. L’avventura che cambiò l’Italia
di Pier Luigi Vercesi
Neri Pozza
pp. 160, euro 12,50

Il 12 settembre 1919 Gabriele d’Annunzio occupa con un migliaio di uomini il porto adriatico di Fiume. In pochi giorni il suo esercito di «disertori» si moltiplica. È una sfida al mondo intero: alle potenze alleate che non vogliono riconoscere l’italianità di quella città e al governo italiano che non si sa imporre al tavolo della pace di Versailles. L’occupazione dura quasi sedici mesi e Fiume diventa un laboratorio rivoluzionario politico, sociale, economico ma anche letterario e teatrale. D’Annunzio governa con un’invenzione al giorno, affinando le sue doti di seduttore e addomesticatore di folle. Fiume diventa la «città di vita», dove tutto è concesso e vissuto fino in fondo: le donne votano, l’omosessualità è tollerata, si può divorziare, l’esercito si democratizza e una Costituzione, La Carta del Carnaro, elaborata dal rivoluzionario Alceste De Ambris e riscritta da d’Annunzio, sovverte le regole borghesi e monarchiche.
Pier Luigi Vercesi narra in queste pagine la storia di quest’avventura, dal settembre del 1919 in cui ebbe inizio sino alle giornate di sangue del Natale 1920, quando il governo italiano, dopo aver firmato un accordo con la Jugoslavia, ordinò al generale Caviglia di bombardare dal mare il Palazzo del governo di Fiume. Una straordinaria avventura che il fascismo, di lì a poco, tenterà di fare sua, riproponendo i cerimoniali inventati da d’Annunzio per conquistare le folle. L’anima più autentica del fiumanesimo, tuttavia, non soltanto non aderì al fascismo, ma si schierò dall’altra parte.

Pier Luigi Vercesi è nato a Corteolona nel 1961. Inviato del Corriere della Sera, ha scritto numerose opere tra le quali Il marine. Storia di Raffaele Minichiello, il soldato italo-americano che sfidò gli Stati Uniti d’America (Mondadori, 2017), Storia del giornalismo americano (Mondadori, 2005), Ne ammazza di più la penna. Storie d’Italia vissute nelle redazioni dei giornali (Sellerio, 2014). Ha, inoltre, realizzato numerosi documentari televisivi sulla Roma di Nerone, sulla Germania del Novecento e sulla Prima guerra mondiale.

vercesi
Condividi su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

cinque − uno =